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mercoledì 30 dicembre 2020

Recensione: Caro Nemico di Jean Webster

Buon giorno, cari lettori. 
Oggi condivido con voi la mia ultimissima recensione del 2020, Caro Nemico (1915), l'ultimo romanzo dell’americana Jean Webster, autrice del più celebre Papà Gambalunga (1912) - (Qui la mia recensione), di cui Caro Nemico è considerato lo spin-off. 
Tradotto integralmente da Miriam Chiaromonte, curato dal Prof. Enrico De Luca per la collana I classici ritrovati, è stato pubblicato da Caravaggio Editore proprio quest'anno.

"Non oso pensare cosa abbiano visto o vissuto alcuni di questi bambini. Ci vorrebbero anni di luce solare e allegria e amore per sradicare i tremendi ricordi che hanno immagazzinato negli angoli bui dei loro piccoli cervelli. E ci sono così tanti bambini e così pochi di noi che possano abbracciarli a sufficienza; semplicemente non abbiamo braccia o grembi per tutti."

Protagonista di queste pagine è Sallie McBride, amica ed ex compagna di stanza al college di Judy Abbot (eroina di Papà Gambalunga), incaricata proprio da quest’ultima e da suo marito Jervis Pendleton di diventare la direttrice dell’Istituto John Grier, dove Judy è cresciuta. 
Sallie, a differenza della sua amica, proviene da una famiglia ricca e agiata, dunque non sarà per niente facile per lei ritrovarsi ad affrontare la vita in un tetro e austero orfanotrofio, ma, sebbene in un primo momento voglia defilarsi e considerare il suo incarico solo temporaneo, pian piano, con forza, coraggio e determinazione, prende in mano la situazione per rinnovare completamente l’istituto di carità per orfanelli. Dalla dieta di quelli che inizia a chiamare i suoi cuccioli al guardaroba, dalle adozioni all’istruzione, tutto passa al suo vaglio attraverso i contributi dei benefattori, tra cui gli stessi Pendleton, e tra disavventure e grane, pian piano introduce migliorie atte a elevare la qualità di vita dei piccoli ospiti. 
Il "Caro Nemico" cui Sallie scrive è il protagonista maschile della vicenda, il Dottor Robin McRae, un uomo burbero ma dal cuore grande che nasconde un passato doloroso, che diventa il braccio destro della giovane direttrice nella cura degli orfani. Sallie conia questo soprannome per lui poiché all’inizio i due non si sopportano, ma ovviamente, come da romanzo che si rispetti, le cose sono destinate a cambiare. 


"É un tale piacere vedere questi bambini tutt'altro che spaventati e apatici, che sto dispensando premi per il chiasso..."

Scritto con un’ironia che fa sorridere, ma che più spesso porta a riflettere, l’ultimo romanzo di Webster, tra disastri e monelli ai quali in qualche misura rischiamo di affezionarci, espone quelle che sono le difficoltà nella gestione pratica di un orfanotrofio e introduce questioni come l’eugenetica, l’ereditarietà e i temi cari all’autrice, che fu impegnata in prima linea nel sociale. 
Epistolare e illustrato (in maniera infantile) dalla stessa autrice esattamente come Papà Gambalunga, considero Caro Nemico il romanzo più maturo di Jean Webster che abbia letto finora.

"L'ottimismo è l'unico abito per un operatore sociale."

martedì 24 novembre 2020

Recensione: La stanza rossa e altre storie di fantasmi di Lucy Maud Montgomery

Buongiorno lettori,
pochi giorni fa ho terminato una delle mie ultime letture veloci di questo 2020, la raccolta di racconti La stanza rossa e altre storie di fantasmi di Lucy Maud Montgomery, edita nel 2019 da Caravaggio Editore nella collana I classici ritrovati curata dal Prof. Enrico de Luca, traduttore del summenzionato testo. Oggi condivido brevemente con voi le mie impressioni. 

“La stanza era bassa e scura, tappezzata di damasco rosso e con finestre squadrate in alto sotto la grondaia con uno scuro rivestimento in legno tutt’intorno. E lì mi piaceva sedere tranquillamente sul divano rosso e leggere le mie fiabe.”
da La stanza rossa


Lucy Maud Montgomery, autrice canadese famosa per essere la penna che ha inventato Anne di Tetti Verdi (Anna dai capelli rossi), scrisse numerose storie di fantasmi che pubblicò su diverse riviste. 
La presente raccolta comprende sei dei suoi racconti che presentano ovviamente gli elementi tipici delle ghost stories: tinte gotiche, presenze soprannaturali, amori capaci di sfidare la morte e misteri da svelare. 
Non sono storie che fanno paura, nessun vero brivido attraverserà la vostra schiena, ma tutte, tranne l’ultima, Il fantasma di Brixley, incentrata sul tema del bullismo, spingono il lettore a interrogarsi su fenomeni inspiegabili con la sola ragione. Esistono i fantasmi? E i contatti con l’aldilà? 
Nella loro varietà i sei racconti presentano, oltre all’elemento soprannaturale, punti in comune come morti precoci e protagoniste femminili particolarmente belle. 

“Ma ora vedete quanto è forte e meraviglioso l’amore fedele… forte abbastanza da vincere la morte."
da La ragazza al cancello

Il volumetto è godibilissimo oltre che per lo stile scorrevole di Montgomery, anche per come si presenta, per la grafica intrigante e per le bellissime tavole disegnate da Michela Pollutri
Sei piccole chicche, dunque, che si leggono velocemente, che come biscotti allo zenzero ci regalano sei brevi intervalli di piacere e che non a caso sono ideali da gustare nel periodo di Halloween o in un freddo e nebbioso pomeriggio autunnale. 

Pur non rientrando nel mio genere solito, io ho apprezzato tre racconti su sei; nello specifico: La ragazza al cancello, L’amante di Miriam e Festa privata a Smoky Island

giovedì 12 novembre 2020

Recensione: Papà Gambalunga di Jean Webster

Buongiorno, cari lettori,
oggi vi parlo del romanzo più celebre della scrittrice americana Jean Webster, Papà Gambalunga, che i più ricorderanno per l’adattamento in versione anime degli anni 90 con il quale molti di noi sono cresciuti. 
Papà Gambalunga, generalmente considerato un libro per ragazzi, fa parte della collana "I classici ritrovati" curata dal Prof. Enrico de Luca
Scritto sotto forma epistolare, è stato tradotto per la prima volta integralmente in italiano da Miriam Chiaromonte e da Enrico de Luca, è uscito nel 2019 per Caravaggio Editore

“Penso che chiunque, non importa quanti problemi possa avere quando crescerà, debba avere un’infanzia felice verso la quale guardare.”


Jerusha Abbott, detta Judy, è un’orfana che per diciassette anni ha vissuto all’istituto di carità John Grier. Diventata ormai grande, la direttrice è solita servirsi di lei come aiutante per i trovatelli e la sua vita sembra così destinata a rimanere tra quelle mura, fino a quando un misterioso membro del consiglio e benefattore dell’orfanotrofio, colpito da un suo scritto, decide di mandarla al college affinché possa studiare e magari diventare una famosa scrittrice. Judy non sa chi sia quest’uomo che ha deciso di rimanere anonimo, riesce solo a scorgerne la lunga ombra proiettata dai fari della sua automobile sulla parete del corridoio appena prima che vada via. Da qui il nome Papà Gambalunga coniato dalla sua fantasia. Judy ha una sola condizione da rispettare, scrivere al suo tutore almeno una volta al mese comunicandogli i suoi progressi scolastici. 

“Non manca ciò che non si è mai posseduto.”

Inizia così la corrispondenza a senso unico della protagonista, dal suo primo anno di college fino alla maturità, e sono spesso lettere simpatiche, in cui racconta la sua nuova condizione, il suo stupore per cose che non avrebbe mai creduto possibili le accadessero, il suo disagio con le compagne di stanza, che, al contrario di lei, hanno avuto un’infanzia normale, i suoi progressi nello studio, la sua crescita di rapporti umani. Epistole condite di buonumore ma che contengono anche riflessioni e sprazzi di malinconia si susseguono per un periodo di quattro anni, vacanze in campagna comprese. Anni che condurranno Judy al diploma e una nuova e forse ancor più felice svolta nella sua vita. Tutto indirizzato al misterioso benefattore che vorrebbe tanto conoscere e considerare come la famiglia che non ha mai avuto. 

Una protagonista determinata, gioviale, alla quale piace leggere, molti sono, infatti, i riferimenti letterari che incontriamo, che arriva a rendersi indipendente e che cerca sempre il lato positivo. Attraverso questa ragazza spontanea e al tempo stesso profonda ed empatica, un finale dal leggerissimo tocco romantico e uno stile frizzante, Jean Webster ci racconta una storia di formazione e di buoni sentimenti, piacevole e a tratti divertente. 

“Con un panorama bellissimo tutt’intorno, e molto da mangiare e un confortevole letto a baldacchino e una risma di carta bianca e una bottiglia intera d’inchiostro… cosa si può mai desiderare di più al mondo?”


giovedì 22 ottobre 2020

Segnalazione: Papà Gambalunga e Caro Nemico di Jean Webster

Buongiorno lettori,
rieccomi oggi con la doppia segnalazione di due classici per ragazzi che mi sono arrivati la scorsa settimana dagli uffici di Caravaggio Editore, che ringrazio sentitamente. 
Dopo aver pubblicato nel luglio del 2019 Papà Gambalunga di Jean Webster, per la prima volta in traduzione italiana integrale e annotata, grazie a Miriam Chiaromonte e alla cura del Prof. Enrico De Luca, lo scorse 3 settembre lo stesso team ha tradotto e pubblicato anche Caro Nemico, romanzo considerato lo spin-off di Papà Gambalunga, sempre per la prima volta in edizione integrale e annota.   

Papà Gambalunga


Trama:
Jerusha Abbott (Judy) è un’orfana dell’Istituto John Grier, una ragazza sola e senza speranze. Un “deprimente”  mercoledì, la sua vita cambia radicalmente e in modo inaspettato: grazie alle sue ottime potenzialità, in particolare nella scrittura, un misterioso benefattore decide di pagarle gli studi presso un prestigioso college, in modo da permetterle di conquistare istruzione e indipendenza; ciò a due condizioni: Judy dovrà scrivere regolarmente all’ignoto filantropo, che ribattezzerà Papà Gambalunga (avendone visto solo la lunga ombra proiettata su un muro), per aggiornarlo sui suoi progressi, e il benefattore stesso dovrà restare sempre nell’anonimato. Inizierà così questo splendido romanzo epistolare “a senso unico”, ma capace – grazie alla simpatia, al senso dell’umorismo e alla sfrontatezza di Judy – di coinvolgere fino all’imprevedibile finale.

In copertina elementi grafici della prima edizione (1912). 

All’interno tutte le illustrazioni originali dell’autrice.

Caro nemico


Trama:
Scritto sull’onda del considerevole successo che riscosse Papà Gambalunga (1912), Caro Nemico (Dear Enemy) fu pubblicato nell’ottobre del 1915. Ultimo lavoro di Jean Webster, riprende la fortunata struttura del romanzo precedente, riproponendone sia lo stile epistolare che i disegni di propria mano. In questo caso, però, la scrivente non è più Judy, ma la sua compagna di college, Sallie McBride, e i destinatari diventano quattro: Judy stessa e Jervis, il dottor MacRae (alias Caro Nemico) e Gordon Hallock. La giovane McBride, designata responsabile dell’Istituto John Grier dai coniugi Pendleton, dovrà fare i conti con la non facile realtà dell’orfanotrofio, e fra momenti di scoramento e di esaltazione tenterà di renderla migliore, affrontando problematiche complesse (dalle condizioni di vita e di istruzione degli orfani all’ereditarietà e all’insanità mentale, ecc.) che sottolineano e confermano l’attivismo dell’autrice in campo sociale. 

In copertina elementi grafici della prima edizione (1915).

All’interno tutte le illustrazioni originali dell’autrice. 


Puoi acquistare 

Papà Gambalunga QUI 

e Caro Nemico QUI



mercoledì 10 giugno 2020

Recensione: Nella stanza chiusa di Frances Hodgson Burnett

Buongiorno lettori,
pochi giorni fa vi ho segnalato (Qui) l'ultimo classico ritrovato in casa Caravaggio Editore, Nella stanza Chiusa di Frances Hodgson Burnett (1849 - 1924), curato dal Prof. Enrico De Luca, dicendovi che sarei tornata prestissimo per dirvi cosa ne pensavo. 
Ebbene, sono felice di mantenere la parola tanto più che il suddetto testo mi è piaciuto molto sia per lo stile sia per quel tocco malinconico che a volte hanno le piccole storie.


 “C’era nella sua piccola anima un segreto di cui nessuno conosceva l’esistenza.”

Judith Foster è una graziosa bambina di sette anni e vive in un appartamento situato vicino alla Ferrovia Sopraelevata. I suoi genitori hanno poco tempo per badare a lei, sono due operai sempre impegnati con il lavoro, e una coppia felice e innamorata. 
Judy detesta il posto in cui vive a causa degli incessanti rumori dei treni. È una bambina timida, capace di tenersi compagnia da sola, diversa dai suoi coetanei. Ama sedersi nel suo angolino di stanza con il viso rivolto alla parete e fantasticare. L’immaginazione riesce a portarla via da quel luogo odioso e ogni volta le sembra come se si “ridestasse” nella “vera” realtà. La bambina è segretamente convinta che in sogno incontri una zia di cui ha solo sentito parlare ma che non ha mai conosciuto poiché morta inaspettatamente quando era ancora un’adolescente. 
L’estate torrida reca una novità: suo padre riceve un’offerta di lavoro come custode presso una grande casa lasciata in fretta dai proprietari. Possono trasferirsi subito e iniziare così una nuova vita in un posto più bello e salutare per la bambina. L’intera abitazione è a loro disposizione tranne una stanza, al quarto piano, chiusa a chiave. 

“Era come se si fosse entrati in un nuovo mondo… un mondo in cui esisteva qualcosa che non si manifestava nel suono e nelle cose che si potevano vedere.”

La famiglia decide di sistemarsi nel seminterrato ma la curiosità di Judith, il richiamo che la bambina avverte verso quell’unica porta chiusa, è più forte di lei. Che cosa nasconde? E perché i proprietari hanno abbandonato la magione? Solo la fine sensibilità della piccola protagonista può varcare la soglia chiusa che, come un confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti, svelerà, attraverso un crescendo di suspense, un’altra storia.


Nella stanza chiusa, pubblicato per la prima volta nel 1904, è un romanzo breve della celebre penna de Il piccolo Lord (1886) e Il giardino segreto (1911), influenzato dal vuoto vissuto dall'autrice in seguito alla morte prematura del figlio primogenito, Lionel. 
Attraverso una prosa delicata e capace di trasmettere un profondo senso d’inquietudine e una serie di elementi che apparentemente la fanno sembrare una ghost - story, in realtà, il tema di questo bel racconto, che consiglio vivamente anche per l'edizione perfetta e illustrata, è proprio la sconcertante morte in tenera età. 

“La grande bambola sulla sedia sembrava attendere… persino ascoltare la sua voce che giungeva dalla stanza in cui si era recata.”


giovedì 4 giugno 2020

Segnalazione: Nella stanza chiusa di Frances Hodgson Burnett

Buongiorno lettori,
oggi sono lieta di mostrarvi l'ultimo classico ritrovato in casa Caravaggio Editore, Nella stanza chiusa un romanzo breve di Frances Hodgson Burnett, curato dal Prof. Enrico De Luca, di cui vi dirò cosa ne penso a giro stretto perché l'ho già iniziato. Nel frattempo vi lascio i dettagli di questa meraviglia.


A Natale del 1904 uscì, riccamente illustrato con otto tavole di Jessie Willcox Smith, alla maniera e con la foggia ricercata di un libro dono, Nella stanza chiusa (In the Closed Room) che sul «The Dial» venne definito “una storia dal significato spirituale e mistico, di autentico valore letterario.” Concepito in soli quattro giorni nell’estate del 1903, questo romanzo breve ha solo l’apparenza di essere un testo per bambini, dal momento che affronta un tema molto doloroso per l’autrice, mai trattato fino ad allora in altre sue opere.
La presente edizione curata da Enrico De Luca offre per la prima volta in Italia un testo integrale, annotato e illustrato a colori di questo gioiello editoriale dei primi anni del XX secolo.

«Voleva così tanto entrare in quella stanza. Senza comprendere affatto la sensazione, ne era piuttosto scossa. Sembrava come se la chiusura di tutte le altre stanze sarebbe stata poca cosa in confronto alla chiusura di quella. C’era dentro qualcosa che voleva vedere… c’era qualcosa… in qualche modo c’era qualcosa che voleva vedere lei.»

PRIMA EDIZIONE INTEGRALE, ANNOTATA E ILLUSTRATA

La copertina riprende la grafica della prima edizione del 1904.

Puoi acquistare il libro Qui


martedì 14 aprile 2020

Recensione: Kilmeny del frutteto di Lucy Maud Montgomery

Buongiorno lettori e lettrici,
oggi sono davvero felice di dedicare un po’ di spazio a un romanzo incantevole che ho terminato la scorsa settimana e che mi ha letteralmente rapito, Kilmeny del frutteto della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery, la mamma della più famosa Anne Shirley, ovvero Anne di Tetti Verdi (Anna dai capelli rossi)
Kilmeny of the Orchard, pubblicato per la prima volta nel 1910, è il terzo romanzo di Montgomery ed ebbe un grande successo tra i lettori dell'epoca. Oggi è disponibile per la prima volta in italiano in edizione integrale e annotata grazie alla traduzione del Prof. Enrico De Luca e a Caravaggio Editore. 

"Fino all'ultimo suo giorno Eric Marshall avrebbe ricordato vividamente quella scena, così come la vide... L'oscurità vellutata del bosco di abeti, l'arco del cielo di morbido splendore, i boccioli di lillà ondeggianti, e nel mezzo la ragazza sulla vecchia panca con il violino sotto il mento."

Eric Marshall è un giovane di bell’aspetto appena laureatosi in lettere. Il suo futuro è pieno di possibilità ma lui ha già deciso cosa fare della propria vita: succedere al padre nell’azienda di famiglia e magari ingrandirla. Un giorno, però, riceve la lettera di un caro amico, che per motivi di salute gli chiede di sostituirlo, per un breve periodo, come supplente nella scuola in cui insegna sull’isola del Principe Edoardo. Una lettera che lo porterà a un incontro che gli cambierà la vita per sempre. 
Le giornate trascorrono monotone nel villaggio di Lindsay ma Eric, tra compiti da correggere e spettacolari tramonti da ammirare, non fatica a inserirsi tra gli abitanti del posto. Poche settimane lo separano dai suoi progetti futuri, ma presto non vorrà più andar via da quel luogo. Una sera, durante una delle sue passeggiate, il giovane decide di esplorare un nuovo sentiero e, guidato dalla bellezza della natura, si ritrova davanti a un vecchio frutteto abbandonato dal quale una musica soave, dolcissima, si libra nell’aria come un richiamo armoniosamente irresistibile. 

"Non aveva mai udito nulla di simile, e in qualche modo era piuttosto sicuro che nulla di simile fosse mai stato udito prima; era convinto che quella musica splendida arrivasse direttamente dall'anima di un violinista invisibile; (...) L’anima stessa della musica, depurata dai sensi e da ciò che è terreno."


“Era una melodia sfuggente, ossessionante, stranamente adatta al momento e al luogo; aveva in sé il sospiro del vento nei boschi, il misterioso sussurro delle erbe al posarsi della rugiada, i candidi pensieri dei gigli di giugno, l’esultanza dei boccioli di melo; l’anima di tutte le vecchie risate e delle canzoni, delle lacrime, della felicità e dei singhiozzi che il frutteto aveva conosciuto negli anni perduti.”

La musica sconosciuta guida i suoi passi attraverso il frutteto dall’erba incolta ma i cui fiori sono in boccio, e lungo l’antico viale dei ciliegi fino a una panca di legno. Lì, seduta con un vecchio violino tra le braccia, c’è una ragazza con un vestito azzurro, lunghi capelli neri raccolti in due trecce lucenti e un paio di occhi azzurri incastonati nel viso più bello e perfetto che Eric abbia mai visto. Occhi che appena si accorgono di lui lo fissano spaventati. È Kilmeny Gordon e nessuno, a Lindsay, l’ha mai vista prima. 

“La sua mente e il suo cuore, totalmente preservati dal mondo, 
erano belli quanto il suo viso.”

Kilmeny è muta. La musica è la sua voce ma Eric questo ancora non lo sa. Sa solo che non riesce a togliersela dalla testa e che deve saperne di più, anche se a Lindsay i Gordon sono considerati gente strana. Ed è così che il lettore viene trascinato in una storia in cui l’atmosfera iniziale, leggiadra e quasi surreale, assume un po’ alla volta le sfumature cupe e dolorose che hanno forgiato una creatura misteriosa, tanto bella quanto rara come Kilmeny. Eric ne è stregato e chi legge con lui. Eric se ne innamora follemente. 

Kilmeny del frutteto è un romanzo che rapisce per la dolcezza e la poesia. Una storia d'amore che fa sognare ad occhi aperti. Un gioiellino romantico mai mieloso o stucchevole, che tiene il lettore sospeso come in un sogno di cui non vede l'ora di conoscere i risvolti e di cui, ovviamente, non posso spifferarvi altro, solo aggiungere che bellissime sono le descrizioni dei paesaggi e della natura, descrizioni scaturite da una penna sapiente, variopinta e capace di trasmettere visioni e sensazioni come poche altre

Un classico ritrovato che ho amato particolarmente, che tra rose in boccio, gigli bianchi e fiori di melo, incanta per la delicatezza della storia, per la purezza della protagonista, ma anche per la riproduzione della copertina originale, per l'impaginazione gradevolissima e per le bellissime tavole, sempre del 1910, che impreziosiscono il magnifico e consigliatissimo volumetto. 

"... Rose rosse come il cuore di un tramonto, rose rosa come il primo rossore dell'alba, rose bianche come la neve sulle cime delle montagne, rose completamente sbocciare e rose ancora in boccio che erano più dolci di qualsiasi cosa sulla terra, eccezion fatta per il volto di Kilmeny."

mercoledì 19 febbraio 2020

Segnalazioni: Racconti: La stanza rossa e altre storie di fantasmi di L. M. Montgomery e Raccontati dopo cena di Jerome K. Jerome

Buon dì, lettori!
La settimana scorsa ho annoverato nella mia libreria due bellissime raccolte di racconti, entrambe curate e tradotte dal Prof. Enrico De Luca ed edite Caravaggio Editore (2019): La stanza rossa e altre storie di fantasmi di Lucy Maud Montgomery e Raccontati dopo cena di Jerome K. Jerome.
Curati nel dettaglio e accompagnati da bellissime illustrazioni, questi due volumetti  sono un richiamo alla lettura anche per i lettori che, come me, solitamente non prediligono il genere racconto. Vi lascio i dettagli sperando di ritornare al più presto per dirvi la mia. ^^


La Stanza Rossa e altre storie di fantasmi
di Lucy Maud Montgomery
Edizione integrale e annotata


e-book 4,99€
Cartaceo 11,90€
ISBN 9788895437941
Autore: Lucy Maud Montgomery
Curato da: Enrico De Luca
Tradotto da: Enrico De Luca
Genere: Narrativa (classici)
Pagine: 168

Anche L. M. Montgomery cedette al fascino delle ghost stories, non solo inserendone qualcuna nei suoi romanzi più celebri, ma anche pubblicando, in tutto l’arco della sua vita, diversi racconti del soprannaturale su varie riviste. Nella presente raccolta, curata da Enrico De Luca, ne sono stati selezionati sei: La Stanza Rossa; L’amante di Miriam, La storia di Davenport, La ragazza al cancello, La festa privata a Smoky Island e Il fantasma dai Brixley, tutti legati dallo stile inconfondibile della creatrice di Anne Shirley (conosciuta in Italia come “Anna dai capelli rossi”) e per la prima volta tradotti integralmente e annotati.

Raccontati dopo cena 
di Jerome Klapka Jerome
Edizione integrale e annotata


e-book 3,99€ 
cartaceo 11,90€
ISBN 9788895437958
Autore: Jerome K. Jerome
Curato da: Enrico De Luca
Tradotto da: Enrico De Luca
Genere: Narrativa (classici)
Pagine: 160

Raccontati dopo cena (Told after supper) è un’originale raccolta riccamente illustrata da Kenneth M. Skeaping e pubblicata nel 1891 dall’allora già celebre autore di Tre uomini in barca (per non parlare del cane), romanzo uscito solo due anni prima riscuotendo un ampio, immediato e duraturo successo.
Le storie sono tenute assieme da una cornice in cui il narratore trascorre la Vigilia di Natale presso uno zio e, come d’usanza, ascolta e racconta lui stesso storie di fantasmi. Ma è molto più di quel che sembra: ci troviamo al cospetto di un piccolo capolavoro dell’horror comico, nel quale Jerome ironizza su una lunga e radicata tradizione inglese e su tutti i cliché relativi ai racconti di fantasmi che venivano narrati in occasione della veglia natalizia.

Acquista La stanza rossa QUI
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sabato 15 febbraio 2020

Anteprima: Kilmeny del frutteto di Lucy Maud Montgomery

Buongiorno cari lettori,
oggi sono lieta di presentarvi in anteprima un romanzo uscito ieri, 14 febbraio 2020, un classico ritrovato, che per la prima volta è a disposizione di noi lettori italiani in edizione integrale e annotata, Kilmeny del frutteto (Kilmeny of the Orchard) dell'autrice canadese Lucy Maud Montgomery, tradotto e curato dal Prof. Enrico De Luca ed edito Caravaggio Editore.
Una lettura romantica e poetica nella quale non vedo l'ora d'immergermi.


Trama:
Kilmeny del frutteto (Kilmeny of the Orchard) è un romanzo diverso dai due precedenti di Montgomery (Anne di Tetti Verdi e Anne di Avonlea), tanto che l’autrice stessa temeva che il pubblico non lo avrebbe gradito; ma si sbagliava: la sua uscita nel maggio del 1910 fu accolta da recensioni entusiastiche, nelle quali venivano esaltati sia lo stile dell’autrice sia la piacevolezza della trama e dei personaggi, in particolare della protagonista, Kilmeny, che porta il nome della celebre eroina del folclore scozzese e, come lei, è dotata di notevole bellezza. Kilmeny del frutteto è un romantico idillio poetico che riporterà i lettori, che hanno amato la saga di Anne Shirley, sull’Isola del Principe Edoardo.



«Il quadro che ella costituiva si impresse nella sua visione fin nel minimo dettaglio, per non essere mai più cancellato dal libro della sua memoria. Fino all’ultimo suo giorno Eric Marshall avrebbe ricordato vividamente quella scena, così come la vide… l’oscurità vellutata del bosco di abeti, l’arco del cielo di morbido splendore, i boccioli di lillà ondeggianti, e nel mezzo la ragazza sulla vecchia panca con il violino sotto il mento.»
EDIZIONE I


La copertina riprende la grafica della prima edizione del 1910. All'interno quattro tavole di George Gibbs.

ISBN 9788831456029
Autore: Lucy Maud Montgomery
Curato da: Enrico De Luca
Tradotto da: Clara Brioschi e Enrico De Luca
Genere: Narrativa (classici)
Pagine: 256
e-book: 5,49€
cartaceo: 14,90€


Puoi acquistare il volume QUI 


lunedì 17 dicembre 2018

Recensione: A Christmas Carol di Charles Dickens

Buon giorno cari lettori e care lettrici,
ormai manca poco al Natale ed è tempo per me di presentarvi la nuova edizione di A Christmas Carol di Charles Dickens curata e tradotta dal Prof. Enrico De Luca ed edita da Caravaggio Editore. Ho ricevuto la copia di questo bellissimo classico natalizio direttamente dall'ufficio dell'Editore per partecipare a un contest che si è appena concluso su Instagram. Per il concorso bisognava associare una foto (io ho partecipato con la seconda) e una recensione dell'opera di massimo 1000 battute. Oggi sono felice di condividerla con voi su questo mio diario letterario per consigliarvi quella che è sicuramente la miglior versione italiana del Canto di Natale.



È la vigilia di Natale e l’anziano e avaro Ebenezer Scrooge si trova nella sua bottega. Lui detesta il Natale e tratta freddamente chiunque lo celebri o ne gioisca. Il suo cuore è avvolto da una nebbia più fitta e tetra di quella che s’insinua nelle strade della City. Strade che si ritroverà a percorrere in compagnia di tre Spiriti del Natale che gli mostreranno: il passato e ciò che un tempo vi era di buono in lui, il presente con nuovi occhi per scoprire la realtà dei vinti e della miseria, e infine un desolato futuro. Dickens conduce così il lettore in una notte buia in cui la vera magia è il risveglio dei sentimenti sopiti. 
Un classico intramontabile che insegna il valore della gentilezza e dell’altruismo, e che oggi rivive in un’edizione curatissima, integrale e annotata, tradotta dal Prof. Enrico De Luca ed edita da Caravaggio Editore. 
Un racconto fiabesco e allegorico nel quale ognuno di noi si scopre un po’ Scrooge e che per questo andrebbe letto non soltanto a Natale. 


Puoi acquistare il romanzo Qui

lunedì 6 agosto 2018

Recensione: Anne di Tetti Verdi di Lucy Maud Montgomery

Buon dì cari lettori,
negli scorsi giorni ho approfittato del leggero calo delle temperature per scrivere della mia ultima lettura, Anne di Tetti Verdi della canadese Lucy Maud Montgomery che ho il piacere di condividere con voi oggi. Sì, proprio lei, “Anna dai capelli rossi” com’è nota in Italia. 

Non avevo mai letto prima la storia di Anne ma conoscevo la protagonista di fama poiché anche lei è parte di quel bagaglio anni ’80 che la mia generazione ricorda e conserva con affetto. Confesso che, quando il Prof. Enrico De Luca, curatore e traduttore (insieme a Oscar Ledonne) dell’opera, mi ha scritto per presentarmi il suo lavoro, ero scettica sul volerlo davvero leggere: mi sentivo un po’ grandicella per la storia di Anne che pure ricordavo poco, forse perché ho sempre avuto una predilezione per la storia di un’altra orfana, Lady Georgie di Mann Izawa. Poi mi sono detta: “Perché no?”. Mi piace pensare che i libri arrivino quando è il loro momento e, cosa principale, l’edizione propostami era, ed è, una vera chicca, una versione integrale, nella quale non vi sono tagli o adattamenti di sorta. Il romanzo Anne of Green Gables fu pubblicato per la prima volta nel 1908. Circa settant’anni dopo, grazie soprattutto all’anime giapponese, la fama dell’opera crebbe a livello mondiale dando il via a traduzioni in più di quaranta lingue e a edizioni “tagli e cuci” per ragazzi. Anne di Tetti Verdi, al contrario, presenta una traduzione più fedele possibile al testo originale (a cominciare dal titolo) per rendere giustizia al romanzo così come Montgomery lo concepì e restituirlo anche a quei lettori non più giovanissimi, perché l’intenzione dell’autrice non era di scrivere un romanzo prettamente per ragazzine. Quest’edizione, pubblicata la scorsa primavera da Lettere Animate Editore, è oltremodo preziosa perché accompagnata da un ricco apparato di note che spiegano i vari riferimenti letterari e culturali dell’epoca in cui la storia è ambientata e chiariscono aspetti della traduzione stessa. 

Dopo questa lunga premessa, passo alla storia in sé che, so bene, non ha bisogno di molte presentazioni.

"Mi piacciono tanto i bei vestiti. E per quanto possa ricordare non ho avuto un vestito carino in tutta la mia vita... ma certamente è meglio avere qualcosa da sognare, vero? E allora posso immaginare di essere vestita meravigliosamente."


Anne Shirley è un’orfana dal tragico passato. A causa di un errore arriva a Tetti Verdi, nel villaggio di Avonlea, sull’Isola del principe Edoardo, dove vivono due fratelli, Marilla e Matthew Cuthbert. Matthew sta invecchiando e di comune accordo con la sorella, tramite una loro conoscente, decidono di adottare un ragazzo affinché li aiuti a mandare avanti la fattoria, ma quando Matthew si reca in città, ad attenderlo alla stazione c’è solo una ragazzina di undici anni, magra, pallida, con uno stretto vestito di flanella addosso, due lunghe trecce di capelli rossi e un mare di lentiggini sul viso.
Il buon uomo, timido per natura, non sapendo cosa fare, porta la piccola e loquace ragazzina con sé a Tetti Verdi, pensando che sarà Marilla a risolvere la faccenda. Quel viaggio di ritorno a casa è sufficiente per destare la curiosità e l’interesse di Matthew: Anne non è una ragazzina come tutte le altre e la sua parlantina svelta e inarrestabile lo stupisce oltremodo. Anne guarda il mondo intorno a sé con estrema meraviglia, utilizza paroloni romantici, assegna nomi poetici ai posti e sogna tanto a occhi aperti quanto ad alta voce. Un concentrato di vitalità e fantasia. Diversa è l’impressione della severa e austera Marilla quando, sgomenta, si ritrova davanti Anne che desidera disperatamente una casa e una famiglia. Marilla, donna pratica e decisa, vorrebbe rimandarla all’orfanotrofio perché una ragazza non le è di alcuna utilità. Anne, però, è destinata a conquistare i cuori dei Cuthbert e quando questi ultimi decidono di tenerla, la sua nuova vita ha finalmente inizio. Ad attenderla ci sono: un’amica del cuore, Diana Barry, la scuola e la comunità di Avonlea, dove farsi accettare e benvolere, un rivale, Gilbert Blythe, forse destinato a scatenare più profondi sentimenti e una serie di disavventure che faranno sorride e affezionare il lettore alla protagonista di queste pagine.

Anne, infatti, è un personaggio puro, sensibile, dalla fervida immaginazione nella quale trova rifugio ogni volta che è infelice, ferita o annoiata. Nonostante gli eventi tragici della sua vita passata, il suo spirito conserva la gioia e una luce che nessuno può spegnere finché ha con sé la sua fantasia. Vede il bello anche dove il bello non c’è. Scorge il romanticismo in ciò che è tragico. Sempre genuina, Anne ama e odia con la stessa intensità. È continuamente mossa da un desiderio di bellezza e detesta il colore dei suoi capelli. Ama le storie, ama inventarle, sentirsene parte e allo stesso modo ama la natura, ogni suo elemento, ogni suo battito vitale perché in essa c'è più spazio per l’immaginazione ed è grata di far parte della più grande bellezza del mondo.

"Sono così affezionata alle cose romantiche, e un cimitero pieno di speranze sepolte è quanto di più romantico si possa immaginare."

Lo stile narrativo di Montgomery è valido, ricco di dettagli ma mai pesante. Le descrizioni dei paesaggi naturali, che ho amato moltissimo, sono dipinte con tale forza e tali cangianti sfumature di colori, suoni e addirittura odori, che sembra di esserci, di vederli. 

"Avete mai notato che cose allegre sono i ruscelli? Ridono sempre. Anche in inverno li ho sentiti farlo sotto il ghiaccio. Sono così contenta che ci sia un ruscello vicino a Tetti Verdi."

Anne di Tetti Verdi è un romanzo di formazione, nel quale assistiamo alla crescita della protagonista dagli undici ai sedici anni e dopo il quale Montgomery sviluppò una saga di otto volumi che ne ripercorrono l’intera vita. Il secondo volume, Anne di Avonlea, uscirà a Gennaio 2019, per continuare a crescere, sognare e imparare insieme a questa ragazza dai capelli rossi la cui vicenda, e questa è stata la mia scoperta, fa bene al cuore anche, e forse soprattutto, quando si è adulti.

Io Anne l'ho portata con me
nel mio nuovo posto per leggere...





martedì 19 giugno 2018

Segnalazione: Anne di Tetti Verdi di Lucy Maud Montgomery

Cari lettori buon pomeriggio,
oggi vi segnalo la nuova edizione di un classico molto noto al grande pubblico, Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery, pubblicato per la prima volta in italiano con il titolo originale, Anne di Tetti VerdiNon si tratta di una ristampa ma di una vera e propria nuova traduzione integrale, priva di tagli e adattamenti, che vuole restituire al testo tutta la sua ricchezza originale e, per la prima volta, completo di un apparato di note. Il romanzo, così come concepito dall'autrice oltre un secolo fa, è stato tradotto Oscar Ledonne e dal Prof. Enrico De Luca che ne è anche il curatore, ed edito da Lettere Animate Editore.
Il Prof. De Luca, che ringrazio, mi ha gentilmente concesso le informazioni riguardanti l'opera da lui curata che vi lascio di seguito. 


L. M. Montgomery
edizione integrale e annotata a cura di Enrico De Luca
traduzione di Oscar Ledonne ed Enrico De Luca
Lettere Animate Editore, 2018
pp. 322
edizione cartacea 14,90
edizione ebook 2,99
ISBN 9788871123295

Quarta di copertina:
Anne di Tetti Verdi (Anne of Green Gables), la cui protagonista è stata definita da Mark Twain «la più cara e adorabile ragazzina nella letteratura dall᾽immortale Alice», non solo riscosse un successo planetario poco dopo la sua pubblicazione nel 1908, ma continua ancora oggi ad appassionare schiere di lettori e a ispirare trasposizioni televisive e cinematografiche (da questo romanzo sono tratti l᾽anime Anna dai capelli rossi e la serie tv Chiamatemi Anna). La presente edizione del romanzo, curata da Enrico De Luca, propone una traduzione integrale e annotata dell᾽inaugurale romanzo della saga di Anne – composta da altri otto titoli che coprono quasi l᾽intera vita della protagonista –, che tributò un᾽immediata quanto duratura fama alla sua creatrice, la canadese Lucy Maud Montgomery.

Disponibile in ebook e cartaceo su
e nei migliori bookstore!