"Antonella ha uno stile elegante, molto curato, con una forte componente emotiva che però non sfocia mai nel melodramma. Le descrizioni sono vive, a tratti quasi pittoriche, e si percepisce un lavoro attento sulle parole."
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"Antonella ha uno stile elegante, molto curato, con una forte componente emotiva che però non sfocia mai nel melodramma. Le descrizioni sono vive, a tratti quasi pittoriche, e si percepisce un lavoro attento sulle parole."
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"Ci sono storie che non fanno rumore. Ti sfiorano appena, come fiocchi leggeri, e poi restano. Ushanka: I ponti di Leningrado è così: una storia che si posa piano, ma che scava in profondità, lasciando addosso una malinconia dolce, difficile da spiegare."
"In questa sua opera prima la scrittrice già rivela la predisposizione alla narrazione dei dettagli, la sua è una scrittura capace di dipingere con le parole."
"Trasmette emozioni con delicatezza, suggestioni lievi come petali rossi che cadono sulla neve."
"Concordo con la riflessione: scrivere non è solo un sogno, mettere su carta le emozioni ferma per sempre un momento e dà un senso alla vita."
Ringrazio Flavia e Stefania
"Leggendo questo romanzo si ritrova lo stile della Brontë: delicato, ricco di sfumature, curato nei dettagli e nelle descrizioni, dalle brughiere al profumo del tè."
"Come sempre, l’autrice dimostra una capacità di scrittura quasi cinematografica, coinvolgendo il lettore dalla prima all’ultima pagina. Con questo libro trasmette un messaggio importante: i libri possono salvarci e aiutarci a capire quale direzione seguire."
Grazie, Tiziana