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Visualizzazione post con etichetta Charlotte Brontë. Mostra tutti i post
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lunedì 16 gennaio 2023

Tra l'erica e le campanule: Lettere di Charlotte Brontë Vol.3 (1851-1855) - L' epistolario completo

Carissimi lettori,
oggi, sul mio secondo blog "Tra l'erica e le campanule", vi presento l'ultimo volume dell'epistolario completo di Charlotte Brontë: Lettere di Charlotte Brontë Vol.3 (1851-1855), al quale, come per i due precedenti tomi, ho avuto l'onore e il piacere di collaborare, in veste di revisore e curandone la biografia e un paio di prefazioni. 

Con quest'ultimo volume, si conclude una lunga fatica, voluta e desiderata per tutte le appassionate, come me, dell'autrice di Jane Eyre.  
Un grazie speciale alla traduttrice Alessandranna D'Auria. 💜


Vi invito a scoprire ulteriori dettagli QUI!

Disponibile su Amazon! 

martedì 22 novembre 2022

Tra l'erica e le campanule: Segnalazione: Lettere di Charlotte Brontë Vol.3 (1851 - 1855)

Carissimi lettori, sono lieta di annunciarvi l'uscita del terzo e ultimo volume dell'epistolario completo di Charlotte Brontë, Lettere di Charlotte Brontë Vol.3 (1851-1855), tradotto per la prima volta in italiano da Alessandranna D'Auria ed edito Darcy Edizioni. Come per i due volumi precedenti, ho collaborato alla realizzazione di tale progetto letterario in veste di co-revisore e prima lettrice. 

Disponibile in ebook (il cartaceo è in arrivo) su Amazon. 
Offerta lancio a soli 0,99e!!!


Tutti i riferimenti su 



lunedì 12 aprile 2021

Presentazione: Lettere di Charlotte Brontë 1848 - 1850 (Vol.2)

Buongiorno, cari lettori!
Circa un anno fa, vi ho parlato di un progetto (Qui) che mi vede impegnata come revisore, ovvero l'epistolario completo di Charlotte Brontë. 
Dopo il primo volume (di tre) Lettere di Charlotte Brontë 1829 - 1847, tradotto per la prima volta in italiano da Alessandranna D'Auria ed edito da Darcy Edizioni, da alcuni giorni, è arrivato anche il vol.2, Lettere di Charlotte Brontë 1848 - 1850. 

“Qualunque cosa ora ne sia dell’opera, l’occupazione di scrivere è stata una manna per me. Mi ha fatto uscire dall’oscurità e dalla desolata realtà in un’irreale ma più felice regione.”

Charlotte Brontë, 29 agosto 1849


Per questo secondo tomo, che ho apprezzato particolarmente perché racchiude un biennio molto sentito vissuto dall'autrice di Jane Eyre, ho avuto il piacere e l'onore di scrivere la mia primissima prefazione, di cui vi lascio un breve stralcio giusto per farvi capire la portata di queste pagine:

"Le presenti sono le lettere che, adagiate sul suo scrittoio, aspettavano di essere spedite al prossimo giro di posta, quando Charlotte Brontё, in silenzio, tenendo a bada una sofferenza difficile da sopportare, provando ad alleggerire il peso che le gravava sul cuore, lavorava a Shirley, e sono quelle immediatamente successive, quando quest’ultimo ormai apparteneva a questo mondo, al contrario delle sue amate sorelle. 
Sono le lettere più dolorose e forse, proprio per questo, le più belle."


Quarta di copertina:
Scrisse della malattia, del pianto, della solitudine. E scrisse della volontà, della caparbietà, di segreti, di verità, di dubbi e forza interiore, di sicurezze e debolezza d’animo. Per quanto nei suoi romanzi Charlotte Brontë abbia riversato ogni cosa di sé, anche negandolo, è nelle lettere inviate alle persone che la circondavano, a dirci proprio tutto, tutte le sue verità, tutte le sue bugie. Secondo volume (1848-1850) di tre.

GENERE: Epistolare
EDITORE: Darcy Edizioni
FORMATO: Ebook e Cartaceo
DATA PUBBLICAZIONE: 24 febbraio 2020
PAGINE: 544
N° EDIZIONE: 1


Vi invito a fare vostra quest'imperdibile opera che potete acquistare su Amazon in ebook e in cartaceo.
Noi, intanto, siamo già al lavoro sul terzo e ultimo volume. 

Vol.1: ebook -  cartaceo
Vol.2: ebook -  cartaceo

Leggi la presentazione su Tra l'erica e le campanule!


lunedì 22 giugno 2020

Presentazione: Lettere di Charlotte Brontë 1829 - 1847 (Vol.1)

Buon giorno lettori e buon inizio settimana,
oggi sono non solo felice ma anche orgogliosa di presentarvi un progetto di cui posso dire di far parte, per il quale presto volentieri il mio tempo come revisore e che riguarda la mia scrittrice del cuore, Charlotte Brontë (1816 - 1855). Dell'autrice di Jane Eyre ormai tutto è stato tradotto, ma riguardo alla sua fitta corrispondenza (scrisse più di 800 lettere), in italiano c'era ancora molto da fare: negli ultimi anni abbiamo visto pubblicate raccolte di lettere scelte succedersi ad altre raccolte di lettere scelte (quasi sempre le stesse). Io, come sono certa moltissime altre appassionate lettrici della scrittrice inglese, ho spesso desiderato di poter leggere l'intero epistolario nella nostra lingua. Il mio incontro con la traduttrice Alessandranna D'Auria, che di Charlotte Brontë ha già tradotto i quattro romanzi incompiuti (flower-ed), ha reso e sta tuttora rendendo questo desiderio realtà.  


Lo scorso marzo è uscito su Amazon il primo volume (di 3) delle 


in versione digitale e nel mese di aprile anche in cartaceo, grazie a Darcy Edizioni. 
Dopo una lunga attesa, dovuta principalmente al lockdown, finalmente, la scorsa settimana ho ricevuto la meravigliosa copia che vedete in foto, un terzo del lavoro che stiamo portando avanti: siamo oggi, infatti, alle prese con il volume due che speriamo di pubblicare al più presto. Le lettere di questo primo volume dell'epistolario completo, per la prima volta in italiano, sono di una Charlotte Brontë giovanissima, e sono per la maggior parte indirizzate all'amica di sempre, Ellen Nussey, che le conservò dopo la morte della scrittrice come il più prezioso dei lasciti, ed è in primis grazie a Ellen che, a distanza di secoli, possiamo leggerle. 
All'interno troverete anche un mio piccolo "tributo" a Charlotte Brontë nella biografia che ho avuto l'onore di scrivere e che accompagnerà l'intera, imperdibile opera. 

"Tu non immagini quanto duri, ribelli e inaccettabili siano tutti i miei sentimenti."


Quarta di copertina:
Scrisse della malattia, del pianto, della solitudine. E scrisse della volontà, della caparbietà, di segreti, di verità, di dubbi e forza interiore, di sicurezze e debolezza d’animo. Per quanto nei suoi romanzi Charlotte Brontë abbia riversato ogni cosa di sé, anche negandolo, è nelle lettere inviate alle persone che la circondavano, a dirci proprio tutto, tutte le sue verità, tutte le sue bugie. 
(Primo volume di 3)



"Se tu conoscessi i miei pensieri, il sogno che mi assorbe, e l'audace immaginazione che a volte mi divora e mi fa considerare la società maledettamente insipida, avresti pietà di me e oso dire mi disprezzeresti."

~ Charlotte Brontë, Lettere 1829-1847





GENERE: Epistolare
EDITORE: Darcy Edizioni
FORMATO: Ebook e Cartaceo
DATA PUBBLICAZIONE: 31 marzo 2020
PAGINE: 530
N° EDIZIONE: 1


Puoi acquistare la tua copia QUI!

💜💜💜

lunedì 4 febbraio 2019

Presentazione: Miss Miles di Mary Taylor

Buon giorno cari lettori e buon inizio settimana!
Oggi vi presento l'ultimo arrivato sui miei scaffali nonché mia nuova lettura, Miss Miles di Mary Taylor, un classico dell'Ottocento inglese tradotto per la prima volta in lingua italiana da Alessandranna D'Auria, che ringrazio per la copia, ed edito da Darcy Edizioni. 

Mary Taylor è nota per essere stata una delle migliori amiche di Charlotte Brontë: le due si conobbero nel 1831 nella scuola di Roe Head. In seguito Mary lasciò l'Inghilterra per la Nuova Zelanda e nella sua vita alla ricerca dell'indipendenza, scrisse questo romanzo per il quale impiegò ben quarant'anni e nel quale pose l'accento sulla questione femminile: Mary fu, infatti, un'attivista e non si piegò mai al matrimonio come unica via di realizzazione per le donne. 


Trama:

Yorkshire, 1830. 
Maria, Dora, Sarah e Amelia sono le protagoniste di queste storie intrecciate fra loro che, in qualche modo, riescono ad avere un comune denominatore: la forza delle donne. Siamo nell’Ottocento, un periodo in cui la donna deve sottostare alle regole maschili e tacere, come la buona norma impone. Maria, Dora, Sarah e Amelia però, in barba alle regole del tempo e nonostante le avversità che cercano di ostacolarle, si dedicheranno alla ricerca del loro destino. Un destino che non è già scritto, come la società vorrebbe, ma che loro stesse vogliono creare. Chi sono queste donne, caparbie e intelligenti, che sfidano le regole degli uomini? 


Quattro storie che vi faranno ricredere sulla forza di volontà femminile e che racchiudono due semplici ma grandi valori, sempre attuali: l’amore e l’amicizia.
Scritto da Mary Taylor, una delle più care amiche di Charlotte Brontë, Miss Miles è considerato uno dei primi manifesti femministi ottocenteschi.


Puoi acquistare il romanzo in ebook o in cartaceo su Amazon  (qui).

sabato 18 marzo 2017

The bookish teapot: Un tè con l'autrice: Emma di Charlotte Brontë

Cari lettori,
questa settimana è uscito il terzo appuntamento dell'anno di Un tè con l'autrice, la rubrica ideata in collaborazione con The Bookish Teapot di Elisa Moda. Emma di Charlotte Brontë, edito per la prima volta in lingua italiana da flower-ed, è al centro del nostro gustoso tea time letterario.

Potete leggere le nostre recensioni qui: 

Ed ecco una delle carinissime e originali Tea Novels ideate da Elisa che hanno accompagnato la nostra lettura.


lunedì 27 febbraio 2017

The bookish teapot: Un tè con l'autrice: La storia di Willie Ellin di Charlotte Brontë

Cari lettori,
questa settimana inizia con un nuovo appuntamento di Un tè con l'autrice, la rubrica ideata in collaborazione con The Bookish Teapot di Elisa Moda. Abbiamo letto e recensito per voi La storia di Willie Ellin un romanzo incompiuto di Charlotte Brontë, edito per la prima volta in lingua italiana da flower-ed.

Potete leggere le nostre recensioni qui: 

Come la volta scorsa, vi mostro una delle carinissime e originali Tea Novels ideate da Elisa, sperando che questo nostro tea time vi stimoli a unirvi a noi e vi auguro una buona lettura!


lunedì 13 febbraio 2017

The bookish teapot: Un tè con l'autrice: Ashworth di Charlotte Brontë

Cari lettori,
ritorna oggi  Un tè con l'autrice, la rubrica ideata in collaborazione con The Bookish Teapot di Elisa Moda. Protagonista di questo primo appuntamento dell'anno è "Ashworth", un romanzo incompiuto di Charlotte Brontë, edito per la prima volta in lingua italiana da flower-ed.

Potete leggere la recensione qui: 

Io vi mostro soltanto una delle bellissime e originali Tea Novels ideate da Elisa, per stuzzicare la vostra curiosità e vi auguro una buona lettura!






giovedì 8 settembre 2016

Charlotte Brontë. Una vita appassionata di Lyndall Gordon

"La voce di Charlotte Brontë offriva al lettore un'esperienza condivisa, coinvolgente, di autentica confessione, spogliata dei lussuosi orpelli delle storie romantiche ambientate nell'alta società e capace di giungere alle nude verità della vita interiore." 

Buon giorno lettori,
Finalmente oggi vi parlo della mia ultima, densissima lettura brontëana: Charlotte Brontë. Una vita appassionata di Lyndall Gordon, edita lo scorso aprile da Fazi Editore, in occasione della ricorrenza del bicentenario della nascita dell’autrice inglese.

Lyndall Gordon, docente di letteratura inglese a Oxford e biografa d'importanti scrittrici del passato, in questa biografia traccia un ritratto di Charlotte Brontë che punta a dare risalto a quel fuoco sepolto e a quella passionalità che appartennero all’amata mamma di Jane Eyre, ma che in epoca vittoriana erano malviste e, specie se possedute da una donna, tacciate di volgarità. Siamo dinanzi a un lavoro che, attraverso un attento esame dei documenti e delle fonti, auspica di colmare la distanza tra la timidezza che Charlotte Brontë mostrò sempre nella sua vita pubblica e quello che lei stessa definiva il suo “carattere domestico”, conosciuto da pochi intimi. 

Per raccontare la storia di Charlotte Brontë in modo efficace bisogna partire da quella canonica squadrata e costruita in pietra grigia immersa nelle brughiere dello Yorkshire, nel nord dell’Inghilterra. Quella “Terra del Silenzio” come Charlotte stessa la definì, dove con le sorelle e l’unico fratello, rimasti orfani di madre, avevano libero sfogo dopo essere rimasti stipati nella loro piccola stanzetta a immaginare e a scrivere di mondi fantastici. È appunto partendo dall’infanzia e dall’adolescenza dei giovani Brontë che Lyndall Gordon ci accompagna nel percorso di formazione di una ragazza prima e una donna poi, che combatté il grigiore di un’esistenza appartata e i tanti dolori che il destino le inflisse con il suo dono più prezioso: l’immaginazione. 
La sete di conoscenza e di parole che caratterizzò la sua vita era ben celata dietro la modesta facciata di figlia di un curato. Un desiderio di essere e di vivere oltre la realtà che le era concessa l’accompagnò sempre. Il suo era uno spazio non visto, una copertura silenziosa che rappresentava una protezione ma allo stesso tempo anche una sfida. Era una donna dall’aspetto singolare, non in linea con i canoni di bellezza vittoriani, piuttosto anonima all’apparenza ma accesa da un fuoco interiore che si rifletteva nei suoi occhi luminosi, nelle sue risposte perspicaci e intelligenti, ma soprattutto nelle sue opere. Una scrittrice che scelse di camminare invisibile sotto lo pseudonimo maschile di Currer Bell.

"In pubblico parlava solo di disperazione e dovere, ma tra le mura domestiche teneva in vita una forma di esistenza alternativa - la vita ininterrotta dell'arte."


In questa biografia che ripercorre le tappe della sua esistenza, ben note ai lettori delle sorelle Brontë, grande rilevanza assume la disamina che Gordon fa proprio dei romanzi di Charlotte. Dall’appassionante Jane Eyre che la consacrò tra i grandi della letteratura al romanzo sociale Shirley, da Il professore al più personale e maturo Villette, riusciamo a intravedere la mano che li compose e la mente che li ideò, quando, come e perché. 
Molto spazio è dedicato anche ad alcuni legami particolari che Charlotte strinse durante la sua vita. Certamente fu centrale il suo rapporto con il professore belga Constantin Heger che ne influenzò la maturazione e le opere, e su tale relazione Gordon indugia molto per chiarire che l’interesse della Brontë verso quest’uomo non era di natura romantica o sessuale, bensì puramente intellettuale: lui fu il primo a cogliere la sua vera natura e il solo a saperla stimolare verso nuovi orizzonti. Lo stesso accadde in seguito, quando ormai era un'autrice affermata, nel rapporto, soprattutto epistolare, che ebbe con il suo editore, George Smith. 
Si tratta di una biografia che cerca la vera natura di Charlotte attraverso i suoi scritti, molto ricca, curata nei dettagli, forse un po’ ripetitiva in alcuni punti che rischiano di rallentarne il ritmo. Bisogna prendersi il giusto tempo per leggerla e soprattutto per goderla in ogni sua parte. Un memoriale, dunque, senza il retaggio dell’epoca in cui Charlotte Brontë visse e dal quale emerge una scrittrice che nella solitudine trovò la sua più grande libertà, l’arte; ma anche una donna che seppe sollevare il capo e vivere nonostante le numerose perdite che costellarono la sua esistenza. 

"Charlotte, in quanto sopravvissuta, vide sei vite recise. Una persona normale sarebbe rimasta schiacciata dal dolore, ma Charlotte Brontë non era una persona come le altre. Più volte, grazie all'immaginazione, seppe reinventarsi la vita a partire da trame esistenziali che altri avrebbero trovato scoraggianti: la governante senza volto, l'inutile zitella, la figlia e moglie devota. Ebbe la determinazione del pellegrino... quando le speranze venivano a mancare da un lato, si voltava dall'altro."

Consiglio Charlotte Brontë. Una vita appassionata soprattutto a chi ha letto tutti i romanzi della Brontë e magari anche alcuni scritti giovanili, perché ritengo sia una biografia adatta a lettori già rodati.
  
Antonella Iuliano
Link acquisto Qui 

martedì 14 giugno 2016

Premio Letterario De Leo-Brontë 2016: l'antologia


Cari lettori,
sono lieta di annunciarvi che la mia lettera a Charlotte Brontë, scritta in occasione del Premio Letterario De Leo-Brontë 2016, è stata inclusa nell'antologia Brontëana V, disponibile presso l'ideatrice, Prof.ssa Maddalena De Leo.



Antonella Iuliano

giovedì 21 aprile 2016

Due secoli di Charlotte Brontë

Il 21 aprile 1816 nasceva a Thornton (UK) 
Charlotte Brontë, 
autrice di Jane Eyre, Shirley, Villette e Il professore. 

Grazie Charlotte!

mercoledì 20 aprile 2016

Il professore di Charlotte Brontë

"Frances Henri sembrava stare in piedi al mio fianco, la sua vita sottile invitare il mio braccio, la sua mano cercare la mia: sentivo che era fatta per rannicchiarvisi dentro. Non potevo rinunziare al mio diritto ad averla, né potevo mai più distogliere gli occhi dai suoi: occhi dove vedevo tanta felicità, tanta corrispondenza tra cuore e cuore, sulla cui espressione avevo tanta influenza, nei quali potevo accendere beatitudine, infondere reverenza, suscitare profondo piacere,risvegliare un umore brillante e, a volte, destare piacevole timore."

Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. All'epoca non ebbe fortuna perché giudicato troppo realistico. Fu concepito nello stesso lasso di tempo di Cime tempestose di sua sorella Emily Brontë e di Agnes Grey di Anne Brontë e spedito insieme a questi allo stesso editore nel 1846. Mentre i romanzi delle sorelle di Charlotte giungono alla pubblicazione in un volume unico nel 1847, per Il professore ci vorranno ben dieci anni, alcune riscritture, la pubblicazione delle opere più note dell’autrice - compreso il celebre Jane Eyre - e la morte della stessa, prima che, nel 1857, questo romanzo venga dato alle stampe. 
In Italia è nuovamente disponibile grazie a Fazi Editore.

Il romanzo narra, in prima persona, la vicenda di William Crimsworth, un giovane uomo colto e sensibile, orfano di entrambi i genitori, che dopo aver terminato gli studi rifiuta l’aiuto dei parenti materni e si reca dal fratello maggiore, un imprenditore che conosce poco, per diventare un commerciante in una zona industriale dello Yorkshire. 
La natura dispotica, prepotente e irascibile del fratello porta William, dopo pochi mesi di permanenza, a decidere di lasciare l’Inghilterra per raggiungere il continente, per approdare in Belgio. L’idea che aveva più volte accarezzato di partire diviene realtà grazie alla raccomandazione del suo unico amico, Hudsen. William, giunto in terra belga, è assunto come professore presso un istituto maschile per insegnare la lingua inglese e in seguito si ritrova a insegnare anche nel vicino istituto femminile, diretto dalla seducente e manipolatrice Zoraide Reuter. 
Qui la sua esistenza prende una nuova piega quando conosce Frances, una ragazza senza mezzi, che segue da esterna le sue lezioni d’inglese e che a un certo punto diventa insegnante di merletto. La giovane colpisce nel profondo William per la sua umiltà, per la tenacia con cui affronta le avversità e per la propria dignità. Il protagonista si avvicina alla giovane con una certa severità per indurre Frances a far emergere le proprie qualità, fino a quando tra i due nasce un sentimento vero e sincero basato sulla complicità. 

Si tratta di un romanzo dalla trama molto semplice e rappresenta un vero gioco di riflessi, dove l’autrice impersona sia il protagonista maschile che quello femminile. Charlotte è William nel narrare la sua stessa esperienza da insegnante d’inglese in Belgio ed è, allo stesso tempo, Frances: una figura femminile forse un po’ scialba, ma di gran carattere sulla quale verranno in seguito ricalcate tutte le sue eroine più celebri.
Il professore può essere considerato un romanzo precursore della narrativa brontëana e personalmente ritengo sia l'autentica radice da cui in seguito nascerà il capolavoro Villette. 

Antonella Iuliano

Per l'acquisto Qui

giovedì 14 aprile 2016

Anteprima: Charlotte Brontë. Una vita appassionata di Lyndall Gordon

Buongiorno cari lettori,
se oggi avete deciso di fare un giro in libreria, avete scelto il giorno giusto perché ad attendervi sugli scaffali troverete Charlotte Brontë. Una vita appassionata di Lyndall Gordon, edito Fazi Editore.
Come ben sapete, ci avviciniamo al grande giorno del bicentenario della nascita di Charlotte Brontë (il prossimo 21 aprile) e questa biografia, inedita prima d'ora in Italia, è una delle due pubblicazioni, insieme a Il professore di Charlotte Brontë, che Fazi ha deciso di regalarci per celebrare la speciale ricorrenza. Si tratta di un volume davvero molto bello e sicuramente uno dei migliori lavori di ricostruzione della vita della madre di Jane Eyre. 
Ve lo mostro in anteprima.


In un’epoca in cui la ricerca della visibilità e della fama personale sembra dettare lo spirito dei tempi, leggere la biografia di Charlotte Brontë è quanto mai illuminante. L’autrice del capolavoro Villette, di Shirley e Il professore, nonché di Jane Eyre, immediato successo all’epoca della sua pubblicazione e ormai classico intramontabile, scelse l’anonimato dello pseudonimo Currer Bell, con cui firmò tutti i romanzi, si calò nell’insignificante esistenza dell’istitutrice e interpretò il ruolo della figlia obbediente prima e della moglie devota poi. Eppure, nell’«ombra», ci racconta Lyndall Gordon, Charlotte seppe trovare le parole per dare voce alla propria esperienza e fece affiorare in superficie un mondo interiore rimasto celato. L’impatto con la società vittoriana fu «esplosivo»: una donna che esprimeva con candore i propri pensieri e sentimenti, che impiegava l’ironia nei confronti della società e dei costumi, era veramente una donna? Non andava forse considerata poco femminile? Ai contemporanei apparve “volgare”. Ma quella voce che si sollevò dall’oscurità ancora ci conquista con le sue intime rivelazioni, e il «fuoco» che bruciava in Charlotte tuttora infiamma le pagine dei suoi libri. Le vicende umane della ragazza apparentemente schiva e docile nata in una canonica immersa nelle brughiere dello Yorkshire si intrecciano in profondità ai suoi romanzi, che hanno sempre un nucleo autobiografico, illustra Gordon. 


Ancora oggi Charlotte parla a chi cerca di «elevarsi» superando gli ostacoli sul proprio cammino, a chi desidera un amore che vada oltre le convenzioni, come fu il suo per l’insegnante belga che l’aiutò a scoprire la propria vocazione di scrittrice e per l’editore londinese che rivelò il suo talento al mondo. Chi prende parola dall’ombra, ci insegna la vita di Charlotte, non parla tanto per sé, ma assume una voce universale, che guarda a un tempo a venire.


«Una magnifica biografia, focalizzata sui vuoti e i silenzi nella turbolenta vita emotiva di Charlotte Brontë. Questo è il miglior libro di Lyndall Gordon e la migliore opera sulla Brontë a oggi».
The Observer

«Un libro pieno di suggestioni brillanti, che catturano la nostra attenzione dalla prima all’ultima pagina».
Independent on Sunday

«Lyndall Gordon approccia l’argomento con l’immaginazione del vero critico».
The Times


In questa biografia Lyndall Gordon introduce una prospettiva nuova, sostenendo che, dietro la facciata di donna vittoriana ligia al dovere, la Brontë (1816 - 1855) nascondesse una natura passionale. Attingendo alla sua corrispondenza personale e analizzando le opere di natura autobiografica (Shirley, Villette) Gordon delinea il ritratto di una scrittrice talentuosa con un umorismo pungente, in collera con i limiti imposti alle donne dalla società, e al tempo stesso il ritratto di una donna che, dopo due passioni non corrisposte, intraprende un breve ma felice matrimonio. Scritti precedenti che la descrivono come una figura tragica e solitaria, afferma Gordon, erano distorti dalla morale vigente all’epoca e dal lutto di Charlotte per le due sorelle e il fratello.

Io non vedo l'ora di leggere questa biografia. Sono certa che in essa scopriremo e apprezzeremo nuovi dettagli della vita di Charlotte.

Ringrazio Fazi Editore per la copia.

Antonella Iuliano

Per l'acquisto Qui

mercoledì 13 aprile 2016

Anteprima: Il professore di Charlotte Bront‪ë‬

Cari lettori, 
in occasione del bicentenario della nascita di Charlotte Brontë‬, il prossimo 21 aprile, Fazi Editore riporta in libreria, domani, 14 aprile 2016, Il professore, il primo romanzo della famosa scrittrice inglese che fu pubblicato per la prima volta nel 1857, due anni dopo la sua prematura scomparsa. 
Oggi ho il piacere di mostrarvi in anteprima il romanzo in questione di cui molto presto vi parlerò più dettagliatamente. 


Trama:
Il professore è il primo romanzo scritto da Charlotte Brontë. Inizialmente rifiutato dagli editori perché giudicato troppo realistico, fu pubblicato solo nel 1857, due anni dopo la morte dell’autrice. Il protagonista è William Crimsworth, primo e unico narratore maschile da lei utilizzato, il quale racconta in prima persona la sua storia: uomo sensibile e colto, fugge da un lavoro pesante e competitivo nella zona industriale dello Yorkshire e si trasferisce in Belgio per insegnare presso un istituto femminile. Qui conosce Frances Henri, studentessa indigente e particolarmente dotata della quale poco alla volta si innamora, corrisposto. Ma la coppia non avrà vita facile: saranno infatti molte le avversità che i due dovranno affrontare – a cominciare dall’aperta ostilità dell’astuta direttrice della scuola – prima di riuscire a coronare il loro amore.


Come Villette, Il professore prende spunto dall’esperienza personale della Brontë, che nel 1842, quando studiava il francese a Bruxelles, si innamorò del suo insegnante, Monsieur Héger (una relazione che non ebbe però un lieto fine). 
Lettura trascinante, il romanzo formula un’estetica nuova, mettendo in discussione molti dei presupposti su cui era basata la società vittoriana e rivelandosi come precursore dei lavori più maturi dell’autrice: l’approfondimento psicologico dei personaggi e la vivacità descrittiva degli ambienti in cui si muovono sono chiaramente riconducibili al genio di Charlotte Brontë.


«La parte centrale e quella finale de Il professore sono il punto più alto della mia scrittura. A mio parere in esse vi sono più essenza, più sostanza e più realtà che in buona parte di Jane Eyre». 
 Charlotte Brontë

«Ad ogni rigo si sente un vergine rigore che è già più di una promessa».
Tomasi di Lampedusa


Dopo Villette (2013) e Shirley (2015), in libreria vi attende un nuovo, prezioso tassello per la vostra collezione brontë‬ana . 
Ringrazio Fazi per la copia omaggio.

Antonella Iuliano

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martedì 29 marzo 2016

Storie di geni e di fate di Charlotte Brontë

In uno di quei tristi momenti, una volta prese in mano un pacchettino e, aprendolo, vide due riccioli luminosi come oro. Li guardò per un po' e ripensò alle parole di coloro che glieli avevano dati: "Prendili, così potrai ricordarti di noi quando dovrai affrontare le bestie selvagge del deserto o la grande aquila della montagna." (da La ricerca della felicità)

Cari lettori, diversi giorni fa vi ho presentato una raccolta di tre racconti inediti in Italia, Storie di geni e di fate, scritti da una giovanissima Charlotte Brontë, curati e tradotti dalla Professoressa Maddalena De Leo, rappresentante della  Sezione italiana della Brontë Society. Come anticipato, il volumetto di cui vi parlo oggi è il primo di diverse pubblicazioni che vedranno la luce in quest’anno del bicentenario della nascita della famosa scrittrice inglese.
Ringrazio la Casa Editrice L’ArgoLibro per avermi gentilmente inviato una copia.


Le tre fiabe presenti in questa piccola raccolta sono state scritte da Charlotte Brontë tra il 1829 e il 1830. Appena tredicenne, Charlotte creò in collaborazione con il fratello Branwell, e l’apporto delle sorelle Emily e Anne, un mondo immaginario in cui i protagonisti erano gli Young Men, i dodici soldatini che qualche anno prima il padre dei piccoli Brontë, Patrick, di ritorno da un viaggio, aveva portato in dono a Branwell. Nella fantasia dei ragazzi i dodici soldati ben presto si configurarono con i reali soldati del Duca di Wellington, eroe di Charlotte e vincitore su Napoleone. Lo scenario che scelsero come sfondo delle loro storie fu la costa dell’Africa occidentale, dove fondarono il fantastico regno di Angria e dove sono ambientati anche gli altri juvenilia, quali Henry Hastings, Il segreto e All’hotel Stancliffe e altri racconti giovanili (per citarne alcuni tradotti in italiano). 
Storie di geni e di fate si può dunque considerare come il principio del fantastico regno nel quale si svolgeranno le avventure successive scaturite dalle penne di Charlotte e di Branwell.
La giovanissima Charlotte era molto affascinata dal mondo della magia e questi suoi primissimi racconti ovviamente ne sono intrisi: geni e fate guidano e abbandonano i protagonisti nei loro pellegrinaggi decidendone il destino.


I racconti sono Un’avventura, in cui assistiamo all'approdo dei dodici soldati nel paese dei geni; La ricerca della felicità, dove uno dei giovani uomini intraprende un viaggio per poi scoprire che la vera felicità è dove sono i propri affetti; Le avventure di Ernest Alembert, un racconto molto descrittivo e piuttosto stravagante. 
In tutte e tre le storie compare un palazzo sfarzoso, tempestato di ogni sorta di gemma e ricoperto dei materiali più sontuosi: la dimora dei geni e delle fate.
Segue i racconti un breve saggio intitolato I Brontë. Una famiglia di scrittori, di M. De Leo. 

Personalmente ho gradito le prime due storie perché in esse mi è sembrato di cogliere un pizzico dell’incanto delle fiabe orientali. Il terzo racconto l’ho trovato privo di una trama capace di catturare e un po' esasperante: le descrizioni di ambienti, palazzi e paesaggi che repentinamente si susseguono, sono talmente piene di meraviglie che creano una specie di sovraccarico nella mente del lettore, e il protagonista sembra non avere una volontà propria. 

In conclusione consiglio questa raccolta a tutti gli appassionati brontëani che da buoni “collezionisti” non possono non avere questi germogli di scrittura in libreria. 

L’edizione presenta il testo originale (inglese) a fronte.

Antonella Iuliano

Per l'acquisto QUI

mercoledì 16 marzo 2016

Storie di geni e di fate di Charlotte Brontë

Buonasera lettori!
Rieccomi per presentarvi una bellissima novità che ho ricevuto stamane e che non vedevo l'ora di condividere con le lettrici appassionate delle sorelle Brontë: "Storie di geni e di fate" di Charlotte Brontë, interamente curato e tradotto dalla stimata Prof.ssa. Maddalena De Leo, rappresentante della sezione italiana della Brontë Society. 
Grazie a questa recentissima pubblicazione, ho il piacere di annoverare tra le collaborazioni del blog la Casa Editrice L'ArgoLibro, mia corregionale.
Tra qualche tempo vi mostrerò e parlerò anche di un'altra pubblicazione di cui l'Editore mi ha fatto omaggio insieme all'inedito brontëano che vi mostro in questi scatti. 



Sfogliando questo libro, ci immergiamo nell’appassionante mondo “costruito” dalla fantasia di Charlotte, Emily, Anne e il fratello Branwell, con protagonisti gli Young Men, cioè i dodici soldatini regalati qualche anno prima dal padre. È sicuramente stupefacente, come sottolinea la stessa curatrice, che la mente di una quattordicenne abbia potuto immaginare avventure così complesse e ricche di particolari. Il secondo dei tre racconti ci porta, insieme al protagonista, a ricercare e definire il concetto di felicità, qualcosa di semplice e a portata di mano che invece spesso andiamo a cercare lontano, mentre il terzo racconto ci fa partire per un viaggio coinvolgente che ci porta fra i geni e le fate proiettandoci in un mondo da sogno. 
Eccone l'incipit:

“Tanti anni fa viveva in un villaggio un giovane di nome Ernest Alembert. Veniva da una razza nobile e antica ma uno dei suoi antenati era stato decapitato perché sospettato di alto tradimento, per cui la famiglia da quel momento era decaduta a poco a poco sino a che, a lungo andare, l’unico suo discendente era rimasto il giovanotto di cui sto per scrivere."


 Una grandissima iniziativa editoriale, quella di L’ArgoLibro, che presenta – per la prima volta tradotti in Italia – i racconti Un’avventura, La ricerca della felicità e Le avventure di Ernest Alembert di una Charlotte Brontë adolescente.
La traduttrice, la Professoressa Maddalena De Leo, ha curato ogni particolare della pubblicazione, che si presenta testo a fronte e quindi particolarmente adatta anche per tutti coloro che desiderano raffrontare il testo originale e la traduzione.

Siamo all'inizio di un quinquennio particolare per la famiglia Brontë, per varie ricorrenze, tra le quali nel 2016 spicca proprio il bicentenario della nascita di Charlotte, nata il 21 aprile 1816 a Thornton, ma vissuta a Haworth nello Yorkshire.  Maddalena De Leo è studiosa particolarmente indicata, per la cura di questa pubblicazione. Socia della Brontë Society sin dal 1975, è la rappresentante della Sezione Italiana della Brontë Society oltre che consulente editoriale per l’Italia della rivista letteraria Brontë Studies.


Si tratta dunque della prima di diverse novità per celebrare il bicentenario della nascita della famosa scrittrice inglese. Io ho intenzione di leggerlo subito. Tra non molto tempo conoscerete il mio modesto parere; intanto, se non volete attendere oltre e immergervi anche voi in queste pagine, trovate il link per l'acquisto:
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Antonella Iuliano

lunedì 14 marzo 2016

Shirley di Charlotte Brontë

"Sono Shirley Keeldar, Signore di Fieldhead! Signore, badate bene! Questo è il mio titolo! Mi hanno dato un nome maschile, occupo una posizione maschile, e quando mi vedo davanti quel signore mezzo inglese e mezzo belga che, tutto serio, mi parla d'affari... ebbene mi sento un po' "gentiluomo" anch'io!"

Cari lettori del blog, il mio 2016 di letture è iniziato sotto i migliori auspici e con grande soddisfazione, infatti, oggi mi appresto a recensire “Shirley”, il terzo romanzo di Charlotte Brontë. Come di certo saprete, lo scorso novembre, Fazi Editore ha riportato in libreria questo classico che mancava da troppo tempo in Italia. In quei giorni grande è stata la soddisfazione di tante appassionate, me compresa, perché finalmente potevamo gustare la gioia di perderci nel romanzo meno noto (e reperibile) dell’amata autrice inglese.

Considerato come il romanzo sociale di Charlotte Brontë, Shirley è ambientato agli inizi dell’Ottocento, nello Yorkshire. In questo periodo tutta l’Inghilterra risente dei contraccolpi delle guerre napoleoniche e delle lotte della classe operaia.
L’inizio può sembrare un po’ lento perché è in questo contesto che conosciamo i primi protagonisti, mentre Shirley non compare subito. Il lettore, per diversi capitoli, deve ambientarsi, affrontare l’aspra situazione in cui versano operai e datori di lavoro, tra cui l’affascinante Robert Moore, proprietario di una filanda, sostenitore del progresso, mezzo inglese e mezzo belga e deciso a salvare dal fallimento il buon nome della sua famiglia, di cui restano soltanto una sorella e un fratello, Louis, che di mestiere fa il precettore. Robert si trova a fronteggiare una situazione difficile ma è determinato a salvare la propria azienda anche a costo di spezzare il cuore della bella e dolce Caroline Helstone, da cui è attratto ma che non può sposare a causa della sua condizione. Ma è l’ingresso di Miss Shirley Keeldar a dare il vero avvio alla vicenda e più scorrevolezza al testo. Shirley è una figura femminile atipica nello scenario delle eroine brontëane. È una giovane donna piena di spirito, intelligente, decisa e acuta, che si scontra con il ruolo convenzionale affidato al sesso debole nell'epoca vittoriana: essere una brava moglie e un’ottima madre. Shirley invece è una ricca, indipendente e altruista ereditiera, e ciò la rende preda di numerosi corteggiatori non proprio interessati alla sua bella e piacevole persona, ma al suo denaro. Al contrario, Caroline è di umili origini, è orfana ed è stata cresciuta dal rettore suo zio. La sua vicenda, personale e sentimentale, s'intreccia con la storia di Shiley lungo l’intero romanzo e costituisce l’elemento davvero romantico. Pur essendo come il giorno e la notte, tra le due protagoniste femminili nasce sin da subito una sincera e profonda amicizia. L’evolversi degli eventi potrebbe mettere a dura prova il loro legame proprio a causa dell’amore e la scaltra penna della Brontë ci farà capire soltanto nell’ultimo quarto del romanzo per chi batte davvero il cuore dell’affascinante ereditiera.
I personaggi che ruotano intorno a questa storia sono numerosi, tutti molto ben caratterizzati e con le loro peculiarità, anche se non tutti sono determinanti, come ad esempio i curati con cui il romanzo inizia ma che poi hanno scarso rilievo in tutta la narrazione. 
Anche in questo romanzo sociale è bello notare come l’autrice non rinunci alla formula con la quale è solita, in tutte le sue opere, rivolgersi a chi legge: “Caro lettore”, così da ravvivare ogni volta quella sensazione di essere afferrati per mano e guidati da lei lungo i sentieri che magistralmente descrive. 
Sentieri, quelli che coprono le distanze della maestosa e aspra brughiera, che l’autrice ben conosceva e che ancora una volta descrive con indicibile incanto nei suoi colori, attraverso il suono del vento, nei profumi. Accurate e particolarmente vivide sono, infatti, le descrizioni dei luoghi e dei paesaggi. 

Talvolta ci si aspetta che un romanzo davvero bello debba per forza essere letto con ardore e con quella fame insaziabile di chi vuole sapere subito cosa accadrà; Shirley, per me, non è stato così pur essendo stata la lettura stimolante e appagante insieme. È quasi superfluo dire che non siamo di fronte a un altro appassionato Jane Eyre e nemmeno a un più personale e sentito Villette, ma nonostante ciò, anche in Shirley è facile imbattersi in aspetti della vita di Charlotte. 
Shirley è il romanzo “differente” di Charltotte Brontë, ma non meno accattivante o meno piacevole da leggere, anzi, è riprova del suo talento in un genere che non è quello che l'ha resa celebre. È un romanzo che, a mio parere, va gustato e apprezzato in ogni sua parte, sia quelle in cui prevalgono la ragione, la storia e lo studio, sia quelle in cui sono il cuore e i sentimenti a riempire e a far vibrare le pagine. 

Antonella Iuliano

Edito da Fazi Editore: Qui per l'acquisto

Shirley Keeldar e Caroline Helstone