Visualizzazione post con etichetta Maddalena De Leo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Maddalena De Leo. Mostra tutti i post

martedì 14 giugno 2016

Premio Letterario De Leo-Brontë 2016: l'antologia


Cari lettori,
sono lieta di annunciarvi che la mia lettera a Charlotte Brontë, scritta in occasione del Premio Letterario De Leo-Brontë 2016, è stata inclusa nell'antologia Brontëana V, disponibile presso l'ideatrice, Prof.ssa Maddalena De Leo.



Antonella Iuliano

martedì 29 marzo 2016

Storie di geni e di fate di Charlotte Brontë

In uno di quei tristi momenti, una volta prese in mano un pacchettino e, aprendolo, vide due riccioli luminosi come oro. Li guardò per un po' e ripensò alle parole di coloro che glieli avevano dati: "Prendili, così potrai ricordarti di noi quando dovrai affrontare le bestie selvagge del deserto o la grande aquila della montagna." (da La ricerca della felicità)

Cari lettori, diversi giorni fa vi ho presentato una raccolta di tre racconti inediti in Italia, Storie di geni e di fate, scritti da una giovanissima Charlotte Brontë, curati e tradotti dalla Professoressa Maddalena De Leo, rappresentante della  Sezione italiana della Brontë Society. Come anticipato, il volumetto di cui vi parlo oggi è il primo di diverse pubblicazioni che vedranno la luce in quest’anno del bicentenario della nascita della famosa scrittrice inglese.
Ringrazio la Casa Editrice L’ArgoLibro per avermi gentilmente inviato una copia.


Le tre fiabe presenti in questa piccola raccolta sono state scritte da Charlotte Brontë tra il 1829 e il 1830. Appena tredicenne, Charlotte creò in collaborazione con il fratello Branwell, e l’apporto delle sorelle Emily e Anne, un mondo immaginario in cui i protagonisti erano gli Young Men, i dodici soldatini che qualche anno prima il padre dei piccoli Brontë, Patrick, di ritorno da un viaggio, aveva portato in dono a Branwell. Nella fantasia dei ragazzi i dodici soldati ben presto si configurarono con i reali soldati del Duca di Wellington, eroe di Charlotte e vincitore su Napoleone. Lo scenario che scelsero come sfondo delle loro storie fu la costa dell’Africa occidentale, dove fondarono il fantastico regno di Angria e dove sono ambientati anche gli altri juvenilia, quali Henry Hastings, Il segreto e All’hotel Stancliffe e altri racconti giovanili (per citarne alcuni tradotti in italiano). 
Storie di geni e di fate si può dunque considerare come il principio del fantastico regno nel quale si svolgeranno le avventure successive scaturite dalle penne di Charlotte e di Branwell.
La giovanissima Charlotte era molto affascinata dal mondo della magia e questi suoi primissimi racconti ovviamente ne sono intrisi: geni e fate guidano e abbandonano i protagonisti nei loro pellegrinaggi decidendone il destino.


I racconti sono Un’avventura, in cui assistiamo all'approdo dei dodici soldati nel paese dei geni; La ricerca della felicità, dove uno dei giovani uomini intraprende un viaggio per poi scoprire che la vera felicità è dove sono i propri affetti; Le avventure di Ernest Alembert, un racconto molto descrittivo e piuttosto stravagante. 
In tutte e tre le storie compare un palazzo sfarzoso, tempestato di ogni sorta di gemma e ricoperto dei materiali più sontuosi: la dimora dei geni e delle fate.
Segue i racconti un breve saggio intitolato I Brontë. Una famiglia di scrittori, di M. De Leo

Personalmente ho gradito le prime due storie perché in esse mi è sembrato di cogliere un pizzico dell’incanto delle fiabe orientali. Il terzo racconto l’ho trovato privo di una trama capace di catturare e un po' esasperante: le descrizioni di ambienti, palazzi e paesaggi che repentinamente si susseguono, sono talmente piene di meraviglie che creano una specie di sovraccarico nella mente del lettore, e il protagonista sembra non avere una volontà propria. 

In conclusione consiglio questa raccolta a tutti gli appassionati brontëani che da buoni “collezionisti” non possono non avere questi germogli di scrittura in libreria. 

L’edizione presenta il testo originale (inglese) a fronte.

Antonella Iuliano

Per l'acquisto QUI

mercoledì 16 marzo 2016

Storie di geni e di fate di Charlotte Brontë

Buonasera lettori!
Rieccomi per presentarvi una bellissima novità che ho ricevuto stamane e che non vedevo l'ora di condividere con le lettrici appassionate delle sorelle Brontë: "Storie di geni e di fate" di Charlotte Brontë, interamente curato e tradotto dalla stimata Prof.ssa. Maddalena De Leo, rappresentante della sezione italiana della Brontë Society. 
Grazie a questa recentissima pubblicazione, ho il piacere di annoverare tra le collaborazioni del blog la Casa Editrice L'ArgoLibro, mia corregionale.
Tra qualche tempo vi mostrerò e parlerò anche di un'altra pubblicazione di cui l'Editore mi ha fatto omaggio insieme all'inedito brontëano che vi mostro in questi scatti. 



Sfogliando questo libro, ci immergiamo nell’appassionante mondo “costruito” dalla fantasia di Charlotte, Emily, Anne e il fratello Branwell, con protagonisti gli Young Men, cioè i dodici soldatini regalati qualche anno prima dal padre. È sicuramente stupefacente, come sottolinea la stessa curatrice, che la mente di una quattordicenne abbia potuto immaginare avventure così complesse e ricche di particolari. Il secondo dei tre racconti ci porta, insieme al protagonista, a ricercare e definire il concetto di felicità, qualcosa di semplice e a portata di mano che invece spesso andiamo a cercare lontano, mentre il terzo racconto ci fa partire per un viaggio coinvolgente che ci porta fra i geni e le fate proiettandoci in un mondo da sogno. 
Eccone l'incipit:

“Tanti anni fa viveva in un villaggio un giovane di nome Ernest Alembert. Veniva da una razza nobile e antica ma uno dei suoi antenati era stato decapitato perché sospettato di alto tradimento, per cui la famiglia da quel momento era decaduta a poco a poco sino a che, a lungo andare, l’unico suo discendente era rimasto il giovanotto di cui sto per scrivere."


 Una grandissima iniziativa editoriale, quella di L’ArgoLibro, che presenta – per la prima volta tradotti in Italia – i racconti Un’avventura, La ricerca della felicità e Le avventure di Ernest Alembert di una Charlotte Brontë adolescente.
La traduttrice, la Professoressa Maddalena De Leo, ha curato ogni particolare della pubblicazione, che si presenta testo a fronte e quindi particolarmente adatta anche per tutti coloro che desiderano raffrontare il testo originale e la traduzione.

Siamo all'inizio di un quinquennio particolare per la famiglia Brontë, per varie ricorrenze, tra le quali nel 2016 spicca proprio il bicentenario della nascita di Charlotte, nata il 21 aprile 1816 a Thornton, ma vissuta a Haworth nello Yorkshire.  Maddalena De Leo è studiosa particolarmente indicata, per la cura di questa pubblicazione. Socia della Brontë Society sin dal 1975, è la rappresentante della Sezione Italiana della Brontë Society oltre che consulente editoriale per l’Italia della rivista letteraria Brontë Studies.


Si tratta dunque della prima di diverse novità per celebrare il bicentenario della nascita della famosa scrittrice inglese. Io ho intenzione di leggerlo subito. Tra non molto tempo conoscerete il mio modesto parere; intanto, se non volete attendere oltre e immergervi anche voi in queste pagine, trovate il link per l'acquisto:
 QUI


Antonella Iuliano

lunedì 15 giugno 2015

Antologia Bronteana vol. IV - 2015

Cari lettori, 
vi presento l'antologia Bronteana vol. IV che raccoglie le 30 opere selezionate per la recente edizione del Premio 'De Leo - Bronte' (Maggio 2015). 
Il mio racconto "Il profumo della brughiera" si è classificato al terzo posto nella sezione Racconti. 



domenica 14 giugno 2015

All’hotel Stancliffe e altri racconti giovanili

Era il settembre del 2014 quando comprai e lessi con intensa curiosità due libricini intitolati Henry Hastings e Il segreto (la recensione Qui), entrambi juvenilia appartenenti al ciclo di Angria che una giovanissima Charlotte Brontë scrisse, talvolta da sola, talvolta a quattro mani con il fratello Branwell, prima dei romanzi che l’hanno resa celebre.  Rimasi favorevolmente impressionata da questi germogli di scrittura da cui in seguito sono fiorite le più rigogliose storie note al pubblico. La prima cosa che pensai fu:  “Possibile mai che in italiano ci siano soltanto questi due racconti? In inglese sono certamente di più.” Dopo questa riflessione feci ciò che oggi è comune fare quando qualcosa ti appassiona, andai su Google e per logica digitai il nome della traduttrice: prof.ssa Maddalena De Leo. Dopo un’accurata ricerca sono risalita all’email della professoressa e da quel momento ho avuto la fortuna e il piacere di avere degli scambi con l’illustre studiosa e rappresentante italiana della Brontë Society da ben quarant’anni. È stato grazie a lei che ho potuto leggere altri juvenilia di Charlotte Brontë: ben sei racconti presenti nella raccolta intitolata “All’hotel Stancliffe e altri racconti giovanili”, curata e tradotta interamente dalla De Leo ed edita da Ripostes (2004).

In copertina 'The Disconsolate' acquerello di C.Brontë, 1830
I racconti che ne fanno parte sono: Albione e Marina, Le nozze, Alta società, Il ritorno di Zamorna, Mina Laury e All’hotel Stancliffe
Il primo, Albione e Marina, che ho trovato molto delicato e poetico, Charlotte lo scrisse a soli quattordici anni e in quattro ore, ed è il racconto di apertura dell’intero ciclo di Angria oltre che la prima storia d’amore che la più grande delle sorelle Brontë abbia scritto. 
L’ultimo, All’hotel Stancliffe, è stato composto da Charlotte quando era una ventitreenne, quindi quasi un decennio dopo. L’originale si compone di 34 pagine scritte con caratteri minuscoli decifrabili solo con una lente d’ingrandimento; conservato al museo di Haworth, è apparso per intero sul ‘Times’ solo nel 2003. 

Ciò che colpisce maggiormente di questi scritti sono le descrizioni dei luoghi: Charlotte descrive i paesaggi con minuzia di particolari, come se avesse davvero visto con i suoi occhi l’intero regno di Angria, che geograficamente, nella sua fantasia e in quella del fratello, era situato in Africa. Posti che, nell’isolamento della canonica, ha conosciuto solo attraverso la lettura.
Gli stessi personaggi sono ben caratterizzati, ognuno ha una sua psicologia che ci fa capire il precoce spirito d’introspezione che la giovane Charlotte possedeva e riversava nel suo mondo immaginario, su carta. La sua abilità nel sondare le passioni umane è già abbozzata distintamente in questi juvenilia.

I sei racconti, tutti arguti e caratterizzati da dialoghi abbastanza vivaci, come si può ben immaginare, sono tra loro concatenati: personaggi presenti in uno riappaiono poi nelle vicende di un altro, proprio come se fossero capitoli che vanno a comporre un unico grande romanzo scritto in un arco di tempo molto ampio. Le varie vicende ruotano attorno al bellissimo e temuto Zamorna,  il Re di Angria, uomo carismatico ed eroe, nella saga, di Charlotte. Il suo nemico, di cui in seguito diviene il genero, è il conte Northangerland, eroe preferito da Branwell. I due sono le massime autorità del regno intono ai quali tutti gli altri si muovono come comparse. A narrare le vicende è Charles Wellesley, fratello minore di Zamorna, che tollerando poco l’illustre e altezzoso parente, si diverte a tratteggiarne la figura prepotente, che riesce sempre a cavarsela, in amore grazie alla sua capacità di ammaliare le donne, e in politica grazie alla retorica sempre persuasiva. 
Gli intrecci sono ben costruiti, il colpo di scena non è mai scontato. 


Sapendo già che parte del pubblico che leggerà questa recensione sono ragazze e donne che Charlotte Brontë la amano e la stimano per Jane Eyre (le più appassionate anche per Villette e Shirley), ci tengo a dare un piccolo e disinteressato parere sulle figure femminili presenti in questi racconti.
Escluse alcune figure marginali, le donne presenti nei racconti sono due: Mary Henrietta Percy, figlia di Northangerland e terza moglie di Zamorna, e Mina Laury, amante e quindi mantenuta del Re. La prima, innamoratissima del marito che sempre l’abbandona e che sembra divertirsi a lasciarla preda delle sue angosce, è una creatura delicata, elegante, resa insicura da lui: non possiede i tratti della tipica eroina brontëana. La seconda, Mina, seppur in una condizione di condanna e di pregiudizio da parte della società per il ruolo che ricopre e che ella stessa accetta (vive rilegata in una villa al margine di Angria, dove solo raramente riceve le visite del suo amante-padrone), è altrettanto innamorata del medesimo uomo e con obbedienza stoica e spirito di sottomissione, è la donna che davvero riesce a tenere in scacco l’indomito Zamorna. Mina Laury è forse la prima figura femminile che contiene quel germe che anni dopo ha dato forma e fama a Jane Eyre e a Lucy Snowe: lo spirito di abnegazione nonostante i sentimenti del proprio cuore.

I racconti che più ho gradito sono stati Albione e Marina per la poeticità, Alta Società per il colpo di scena finale e Mina Laury per l’intensità della narrazione. Quello che mi è piaciuto meno è stato proprio il racconto che dà il titolo alla raccolta. 
In conclusione desidero ringraziare la prof.ssa Maddalena De Leo, per avermi dato l’opportunità di leggere queste perle per me preziosissime e di poter vantare oggi nel mio angolo Brontë, in libreria, un lavoro di traduzione certosino, scorrevole e appassionato.  

Antonella Iuliano

mercoledì 20 maggio 2015

4th Literary Prize De Leo-Brontë

4th Literary Prize De Leo-Brontë

3) Il Profumo della Brughiera by Antonella Iuliano from  Bagnoli Irpino (AV)

(A moving tale descriptive of  Brontë moors  and heather as a way to come out of sorrow after a disgrace)

L'antologia in uscita di cui farà parte il mio racconto, Il profumo della brughiera.



giovedì 14 maggio 2015

Il profumo della brughiera, 3o classificato Premio De Leo - Bronte

Il racconto bronteano IL PROFUMO DELLA BRUGHIERA si aggiudica il 3o posto nella IV edizione del Premio letterario De Leo - Bronte.

Motivazione: Il racconto, che nella prima parte indugia nella descrizione attenta del paesaggio naturale brontëano, si rivela imprevedibilmente struggente perché pervaso da una realtà triste e imprevista. Commovente il finale.


Penna del Bronte Personage Museum

Attestato e un rametto colto lo scorso autunno
nella brughiera nei pressi di Haworth, 
Yorkshire. 

martedì 4 novembre 2014

Premio letterario nazionale De Leo - Brontë 2015

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE DE LEO - BRONTË  2015


La Professoressa Maddalena De Leo, importante studiosa, traduttrice e autrice di romanzi riguardanti le famose scrittrici inglesi Charlotte, Emily ed Anne Brontë, nonché consulente editoriale per l’Italia del periodico inglese Brontë Studies, indice per la quarta volta un concorso letterario riguardante l’opera e la vita delle suddette autrici.


REGOLAMENTO

art. 1 Sezioni
Il concorso si articola quest’anno in due sezioni.

SEZIONE 1:  POESIA in lingua italiana o inglese ispirata alla vita, al luogo natale o all’opera di una delle sorelle Brontë. (E’ requisito necessario, pena l’esclusione, il riferimento esplicito a un luogo o nome brontëano nel corso della lirica).

SEZIONE 2:  NARRATIVA:  racconto (in lingua italiana o inglese) in cui si parli della vita, del luogo natale o dell’opera delle sorelle Brontë.

art. 2 Modalità di partecipazione

Ogni autore può partecipare liberamente alle due sezioni del concorso.

È possibile partecipare a ciascuna sezione con un massimo di 2  poesie e un racconto.
 Ogni poesia deve avere una lunghezza non superiore ai 30 versi.
Ogni racconto deve avere una lunghezza non superiore a 30.000 battute.

art. 3 Invio delle opere
Le opere devono essere inviate al seguente indirizzo e-mail:
deleom@tiscali.it
Le opere vanno inviate in allegato in formato WORD .doc
Alla e-mails va allegata anche una scheda contenente i seguenti dati:
- Generalità dell’autore (Nome, cognome, data di nascita, indirizzo, CAP, recapito telefonico, email)
- Titolo dell’opera
- La seguente dichiarazione:
Io sottoscritto NOME E COGNOME dichiaro di essere l’autore del testo e di detenerne tutti i diritti a titolo esclusivo. Si autorizza al trattamento dei dati personali secondo le normative vigenti.
---------------------------------

L'invio delle opere in formato cartaceo tramite servizio postale è facoltativo, in aggiunta all'invio tramite e-mail.
In tal caso le opere dovranno pervenire in un unica copia anonima e in una scheda a parte dovranno essere indicati i dati sopra elencati per l'invio tramite e-mail.
In formato cartaceo le opere devono essere inviate al seguente indirizzo:

Prof.ssa Maddalena De Leo
Via  della Ferrovia 14
84046 Ascea Marina (SA)

art. 4. La partecipazione al concorso è gratuita.
art. 5 Termine di consegna delle opere
Le opere partecipanti devono essere inviate secondo le modalità previste dall’articolo 3 entro e non oltre la mezzanotte del giorno 30 aprile 2015.

art. 6 Giuria
Presiederà la giuria di valutazione la prof.ssa De Leo coadiuvata da altre due studiose brontëane italiane, la prof.ssa Elisa Fierro e la prof.ssa Caterina Lerro.

art. 7 Premi
Saranno selezionate le opere migliori fra tutte quelle pervenute.
Al  1° classificato per ciascuna sezione sarà assegnato:
-          un DVD  della BBC in lingua inglese riguardante un romanzo Brontë
Al  2° classificato per ciascuna sezione sarà assegnato un CD  Brontë in italiano o in inglese o un romanzo brontëano
Al  3° classificato per ciascuna sezione andrà un oggetto/souvenir  brontëano (segnalibro, penna ecc.)
I diritti d'autore rimarranno di proprietà esclusiva dell'autore.
A tutti gli autori classificati dal 1° al 3° posto verrà rilasciato un diploma di merito con i giudizi espressi dalla prof.ssa De Leo sulla propria opera.
La prof.ssa De Leo si riserva la facoltà di assegnare menzioni speciali ad opere particolarmente meritevoli presso la sezione italiana della Brontë Society o segnalazioni sui siti Internet internazionali BrontëBlog e Brontë Parsonage Blog.
Come nelle precedenti edizioni, nel mese di maggio 2015 sarà realizzata un’antologia contenente le migliori opere pervenute. I vincitori della precedente edizione del Premio potranno partecipare ed eventualmente essere presenti nell’antologia senza però poter essere inclusi fra i primi tre premiati di ogni sezione.

PREMIAZIONE

Non ci sarà una cerimonia di premiazione pubblica.
I vincitori saranno avvisati via email e i premi saranno inviati via posta.
La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente regolamento


domenica 20 luglio 2014

“Henry Hastings” e “ Il segreto” di Charlotte Brontë

Cari lettori, oggi mi appresto a recensire due operi giovanili della mia scrittrice preferita: Charlotte Brontë. Tutti noi conosciamo Jane Eyre e molti sicuramente conoscono anche le altre opere mature dell’autrice inglese, come Villette (Qui la mia recensione), Shirley e Il professoreMeno noti al grande pubblico, specie italiano, sono i racconti che Charlotte scrisse nella prima giovinezza, molti dei quali a quattro mani con il fratello Branwell e che compongono il cosiddetto ciclo di Angria: città immaginaria che fa da sfondo alle vicende narrate e situata, nell’immaginario dei giovani Brontë, situata nell’Africa occidentale. Angria è il fantastico regno governato dal dispotico duca di Zamorna, dove eroi ed eroine vivono le loro vicende. Di esse, grazie al lavoro di traduzione della prof.ssa Maddalena De Leo, oggi possiamo leggere due racconti: Henry Hastings, scritto dalla sola Charlotte all’età di ventitré anni e Il segreto scritto quando l’appassionata autrice era diciassettenne. La prof.ssa De Leo (per visitare il suo sito o contattarla: Qui) è una studiosa delle sorelle Brontë e membro della Brontë Society dal 1975; dobbiamo a lei il merito di poter leggere oggi le opere Juvenilia di Charlotte Brontë. A parte i due racconti che mi appresto a recensire, ha tradotto anche All’hotel Stancliffe e altri racconti, sempre della Brontë e sempre facenti parte del ciclo di Angria; oltre ad essere l’autrice del romanzo La madre di Jane Eyre, opera in cui la De Leo ricostruisce la figura di Maria Branwell - madre dei giovani Brontë, morta quando erano ancora piccoli - tramite alcune lettere, rinvenute, della stessa.
Dopo avervi doverosamente parlato delle fonti, passo a parlare delle due opere nello specifico. 

Henry Hastings.

Come un bambino, aveva inseguito per tutta la vita l’arcobaleno, e in quali abissi profondi questa ricerca l’aveva precipitato. Quanto spesso lo aveva distolto dai più seri propositi. (Charlotte Bronte,Henry Hastings)

Il protagonista del racconto non è, come si può supporre dal titolo Henry Hastings, bensì sua sorella Elizabeth, una giovane donna forte, indipendente e determinata, ben lontana dalle fragili e svenevoli signorine del periodo vittoriano (caratteristiche che ritroveremo nelle eroine bronteane delle opere mature, come Jane Eyre o Lucy Snowe). 
Henry Hastings è in realtà un fuggitivo, un ricercato accusato di omicidio, vittima degli eccessi e della depravazione, che rischia la fucilazione qualora fosse catturato. Egli cerca rifugio presso sua sorella Elizabeth, la quale pur di salvarlo lo nasconde temporaneamente in casa sua, ma non tutto va per il verso giusto. La cattura di Henry e il relativo processo sono dietro l’angolo, compromettendo così anche la serenità di Elizabeth che non dimentica che suo fratello non è sempre stato un delinquente; infatti, c’è stato un tempo in cui Henry era un giovane pieno di talento, carismatico, oltre che valoroso comandante del diciannovesimo reggimento di Angria. La sua caduta e la sua cattura sconvolgono l’esistenza della giovane protagonista, fino a quando egli non è scagionato ed ella può tornare a vivere un’esistenza dignitosa. È abbastanza chiaro come, questo racconto, possegga spunti autobiografici e rifletta il rapporto che in quegli anni si stava deteriorando tra Charlotte e Branwell Brontë; quest’ultimo come Henry sembrava essere il più promettente membro della famiglia, fino a quando l’alcol non ne distrusse sogni e aspettative, suoi e della sua stessa famiglia. I due fratelli del racconto, come quelli della realtà, prendono così strade diverse e quando la vicenda sembra volgere al termine, ecco che per Elizabeth si affaccia sulla scena l’amore, quello vero, ma anche impossibile da realizzare, e si materializza nella figura di Sir William Percy (altro personaggio fondamentale dei racconti di Angria). Per disparità di condizione e perché Elizabeth non può fare torto al proprio orgoglio accettando un ruolo da sola amante, lei, da donna coraggiosa  e dotata di carattere qual è, vi rinuncia. Le pagini conclusive del racconto, in cui Elizabeth e Sir Percy si dicono addio, sono molto belle e intense. Elizabeth Hastings è una prima Jane Eyre, che non ha paura di lottare, non teme la rinuncia, ma orgogliosamente sceglie sempre la propria dignità, a costo di lasciarsi alle spalle la felicità. 

Il segreto

La morte e le acque profonde mi tengono incatenato lì dove sono; sii felice e non pensare più al tuo primo amore. (Charlotte Bronte, Il segreto)

Marian Hume, marchesa di Douro, è la protagonista di questo breve racconto, che si compone di solo quattro capitoli, ed è anch’ella una donna combattuta tra il senso del dovere e l’amore. Marian sembra vivere un’esistenza tranquilla accanto al marito e al loro piccolo bambino, fino a quando nelle loro vite non ricompare una sgradita conoscenza: la signorina Foxley, la sua ex istitutrice. Quest’ultima è determinata a rovinare l’armonia della coppia, per essere stata, anni prima, rifiutata dallo stesso marchese di Douro (o Zamorna). Per consumare la sua vendetta, la perfida Foxley informa Marian di un segreto che la riguarda e che ha a che fare con un promesso sposo che tutti ritenevano annegato in un viaggio per mare, ma che adesso è misteriosamente ricomparso. Marian ricorda che, sul letto di morte, aveva promesso a sua madre di sposare Henry Percy (fratello minore di William in Henry Hastings), figlio della sua più cara amica. Dopo il naufragio del suo promesso però, la giovane - dopo molte peripezie e ripensamenti, dovute sempre alle macchinazioni della Foxley - aveva finalmente accettato di sposare il marchese di Douro e di andare incontro alla sua felicità. Adesso che, però, lo sposo fantasma è ricomparso, Marian come deve comportarsi? Quale destino l’attende? È davvero Henry, il suo promesso sposo, risorto dagli abissi, o solamente un’illusione? Per scoprirlo v’invito a leggere questo piccolo ma avvincente libretto, pieno di suspense e che mostra già alcune delle caratteristiche tipiche della scrittura adulta di Charlotte Brontë, come i tratti gotici e le figure misteriose che tengono alta la tensione. 
Antonella Iuliano


Per l'acquisto di Henry Hastings: Qui
Per l'acquisto de Il segreto: Qui