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lunedì 4 maggio 2020

Recensione: Voto di Sangue di Emma Orczy

Buongiorno lettori e buon mese di maggio,
oggi vi parlo della mia ultima lettura, Voto di sangue della baronessa Emma Orczy, secondo volume delle Avventure della Primula Rossa edito Fazi Editore.
Qualcuno forse ricorderà che un paio di anni fa, su questo stesso blog, fui entusiasta di riportarvi la mia opinione circa il primo capitolo della saga (che si compone di 12 volumi), La Primula Rossa (Qui la recensione), che per anni ho aspettato qualcuno ripubblicasse.
Oggi, con entusiasmo quasi pari, vi parlo del seguito.



"Il Dio dell'amore può essere cieco, la tradizione lo ha descritto così, ma il demone della gelosia ha cento occhi, più acuti di quelli della lince."

Siamo a Parigi negli anni del Terrore, Maria Antonietta non è stata ancora giustiziata ma è prigioniera dei rivoluzionari. Paul Déroulède, il cittadino deputato amico e benefattore di poveri e bambini, è un personaggio amatissimo, dal cuore grande e dall'animo nobile; è l’idolo delle folle che il Comitato di Salute Pubblica e gli anarchici non possono toccare senza incorrere nell’ira del popolo. Nessuno sospetta che proprio egli, in realtà, voglia correre in aiuto della sovrana decaduta. Un giorno, una ragazza dai riccioli biondi e il volto d’angelo, attira su di sé la rabbia dei reietti del quartiere dove vive Déroulède con lo scopo di farsi salvare da quest'ultimo ed entrare in casa sua: è Juliette de Marny, un Aristo, figlia del defunto marchese de Marny. 

"Ma che cosa dire di Juliette? Cosa, di questa creatura istintiva, appassionata, romantica, tormentata da un conflitto titanico? Lei, non più ragazza e non ancora donna, dilaniata dalle più potenti forze contrastanti che abbiano mai combattuto nell'animo umano."

Nel passato di questa ragazza si cela un voto terribile. Dieci anni prima, quando era solo una bambina, Juliette, sotto la pressione del padre anziano e malato, era stata indotta a prestare un giuramento sul petto del fratello, un ragazzo viziato e arrogante, assassinato in un duello (leale): lei avrebbe trovato e vendicato l’assassino di suo fratello o l’anima di quest’ultimo non avrebbe trovato pace. L’assassino è Paul Déroulède e Juliette, anima inquieta, è sempre più combattuta. Il suo giuramento è come una catena che trascina e che stritola la sua coscienza. La protezione, l’ospitalità e i modi gentili di Déroulède, fanno si che la ragazza si scopra innamorata dell’uomo di cui dovrebbe vendicarsi. Un amore per giunta ricambiato. La promessa fatta e il senso del dovere, però, non le danno pace, deve adempiere quel giuramento e quindi, a malincuore, tradire l’uomo che ama, trascinarlo giù dal suo piedistallo di uomo buono, giusto e venerato. 

"L'idea di essere falsi nei confronti dell'oggetto amato, l'idea che amore e odio siano intercambiabili, erano assolutamente estranee e incredibili. Non aveva mai odiato la cosa che amava o amato la cosa che odiava."

Tra sotterfugi, gelosie e intrighi, assistiamo al dramma di due innamorati che si mescola a quello delle strade luride e maleodoranti di Parigi, dove un nonnulla basta per finire tra le braccia della ghigliottina: un sospetto, una parola contro il nuovo regime o a favore dell’aristocrazia, ed ecco che sommari processi portano a oscure prigioni e a una morte certa, ogni giorno, per chiunque. Non sarà dunque difficile per Juliette mettere a repentaglio la vita di Paul, rinunciando così a ogni felicità.

"Madama ghigliottina era, innanzitutto, ecumenica per vocazione: le sue braccia scarne, tinte dal rosso del sangue, si aprivano ugualmente all'assassino e al ladro, all'aristocrazia di antico lignaggio e al proletariato dei bassifondi."

In questo secondo volume l’inafferrabile Primula Rossa, l’eroe dandy inglese che si fa beffe dei sanculotti e di chi è a capo della giustizia sanguinaria di Parigi, con i suoi travestimenti e la sua fidata Lega, grazie ai quali sottrae nobili teste a Madama ghigliottina per portarle in salvo in Inghilterra, farà ovviamente la sua apparizione nel momento culmine, ma in che modo lo lascio scoprire a voi. Quello che vi posso dire è che la cara baronessa Orczy non delude quanto a colpi di scena e azione, e se anche si può intuire che, grazie alla Primula, Déroulède e Juliette forse avranno il loro insperato lieto fine, l’ingegno e l’astuzia adoperati per superare i numerosi pericoli lungo il percorso, sono gli elementi che catturano davvero il lettore.


Lo stile dell’autrice è scorrevole, cinematografico. L'ampia conoscenza dei fatti storici le permette di mettere in scena con capacità l’avventuroso dramma. Talvolta mi è sembrata solo un po’ ripetitiva in alcune descrizioni. Il primo volume indubbiamente mi era piaciuto di più per la presenza costante e lo charme della Primula Rossa che, in Voto di sangue, nonostante l’acceso finale dove riappare sulla scena, è solo una comparsa, ma sono certa che tornerà da grande protagonista nel terzo, attesissimo volume. 

Puoi acquistare il romanzo Qui




venerdì 6 dicembre 2019

Recensione: Estremi rimedi di Thomas Hardy

Buon giorno cari lettori e buon fine settimana. 
Oggi finalmente vi parlo dell’ultimo classico del 2019 che ho terminato qualche giorno fa: Estremi rimedi, opera prima di Thomas Hardy, ritornato in libreria il 26 settembre grazie a Fazi Editore. Questo romanzo, che lo scrittore inglese pubblicò nel 1871, è il quarto che ho letto della sua produzione e nonostante alcune acerbità, giustificabili in un testo d’esordio, conferma la mia stima per la sua penna e vi spiego perché.

"Penso spesso che prima che io sia pronto a vivere, per me sarà ora di morire."

Cytherea Graye è una ragazza dolce, dignitosa, sensibile e con una notevole forza d’animo. Insieme al fratello Owen è orfana di madre e la loro condizione diventa all’improvviso molto precaria quando anche il padre fatalmente viene a mancare. Fratello e sorella decidono di lasciare il proprio villaggio per cercare un futuro migliore. Arrivano a Creston, un paesino inglese accarezzato dalle rive azzurre di un placido lago, dove Owen trova un lavoro che non è molto redditizio, ma che comunque gli permette di farsi carico della sorella, che a sua volta, per non gravare troppo sulle sue spalle, attraverso una serie di annunci sul giornale, tenta di trovare un impiego come domestica. A Creston, Cytherea trascorre le giornate in attesa del suo destino, di una risposta che tarda ad arrivare. È l’amore a trovarla per primo nella persona di Edward Springrove, capo impiegato collega del fratello. Edward la guarda come nessuno ha mai fatto prima, è un giovane dell’animo nobile che ama la poesia ed è un uomo onesto. I due capiscono di appartenersi ma Edward, che è figlio di un agricoltore, al pari di Owen non ha grandi mezzi e per elevare la propria posizione, è costretto a trasferirsi a Londra. 

"L'abbandono è il più freddo dei venti invernali."

Dopo la dolorosa separazione, Cytherea finalmente riceve una risposta al suo annuncio e in breve si ritrova a Knapwater House, la dimora di una ricca famiglia abitata da una donna sola di mezz’età e dalla sua governante. L’ereditiera ben presto rivela alla ragazza di averla scelta come domestica perché attratta dal suo cognome, Graye, oltre che dal suo nome. Ed’è proprio il nome a svelare un primo, piccolo mistero tra le due, perché la donna si chiama Miss Cytherea Aldclyffe, primo grande amore di Ambrose Graye, il padre ormai defunto di Cytherea. Quest’ultimo, quando era ancora molto giovane, dopo un corteggiamento corrisposto e la benedizione dei genitori di Miss Aldclyffe, era stato improvvisamente abbandonato senza alcuna spiegazione. Anni dopo, quando si era ormai sistemato e aveva sposato la madre di Cytherea e Owen, alla figlia aveva dato il nome dell’amore perduto e  mai dimenticato. Le due Cytherea iniziano così a vivere sotto lo stesso tetto ma la più giovane non è più chiamata a svolgere le mansioni di una domestica bensì a essere la dama di compagnia di Miss Aldclyffe. Questo, però, è soltanto l’inizio.

"Se solo la gente conoscesse la timidezza e la malinconia intorno al pensiero del futuro che nascono nel cuore di una donna senza amici come sono io, queste persone non direbbero che la sua rassegnazione interiore sia una macchinazione per trovare marito. 
Una macchinazione per sposarsi? Preferirei una macchinazione per morire!"

La padrona di casa è un personaggio controverso, che spesso si comporta in modo ambiguo, quasi morboso e il lettore fino alla fine non comprende quali siano le sue reali intenzioni e quale segreto nasconda. La donna, infatti, di lì a poco nomina un sovrintendente affinché si occupi di alcuni lavori di ristrutturazione di una vecchia casa padronale in disuso all’interno della proprietà, tale Aeneas Manston e rivela a Cytherea che il suo Edward, che la ragazza ama ancora follemente nonostante la distanza, è in realtà promesso a un'altra donna. 

"Perfino adesso, come pensiero, lui per me è più tangibile di come la sua presenza lo sia per lei!"

Il cuore della giovane si spezza ma pian piano cerca di reagire e di andare avanti per la propria strada mentre tutt’intorno a lei l’intreccio si addensa, la rosa dei personaggi si amplia, cresce. Manston, architetto piacente ma freddo, s’innamora di Cytherea sotto lo sguardo di Miss Aldclyffe che caldeggia la loro unione, ma qualcosa, o meglio qualcuno, frena proprio Manston. Che cosa nasconde, chi è in realtà e perché Miss Aldclyffe lo tratta come un pupillo piuttosto che come un dipendente, il lettore lo scoprirà soltanto alla fine. Manston è la figura chiave ed Edward, che si scopre un po’ investigatore, capisce che deve partire proprio dal suo rivale in amore per sbrogliare la complicata matassa.

"Se gli uomini sapessero (...) che nove volte su dieci il "primo amore" che pensano di aver conquistato in una donna è solo la carcassa di un antico affetto naufragato, equipaggiato di nuove vele e adoperato ancora."

Amori tormentati, relazioni dai contorni poco chiari, segreti, bugie, delitti e inganni infittiscono la trama rendendola sempre più appassionante. Gli eventi sono narrati cronologicamente scandendo in ogni sottocapitolo il tempo, che a volte ripercorre le ore di un giorno altre l'arco di alcune settimane o mesi in cui accadono. Dopo una prima parte dal passo più regolare, scandito, nella seconda s’inizia a correre perché i colpi di scena si susseguono, molteplici, fino all’atto conclusivo, in cui l’autore ritorna alla sua prima protagonista, Cytherea, e finalmente le lascia cogliere il suo vero destino. 


In Estremi rimedi, come ho già accennato, troviamo uno stile un po’ acerbo, ricco di descrizioni, soprattutto dell’ambiente rurale. In alcuni punti è come se si avvertisse un po’ il peso della zavorra, del troppo, ciò che spesso, quando si revisiona o si riscrive un testo si elimina, ma vi è una potenza nella trama che spinge il lettore, lo sprona ad andare avanti nonostante questi piccoli ostacoli e rende a suo modo scorrevoli le pagine. Ho apprezzato molto questo romanzo per le tinte rosa che mutano in giallo e dunque per la capacità di deviare e di sorprendere dell’autore. Mi è piaciuto per l’intreccio magistrale e perché mi ha mostrato il talento non ancora affinato di un grande romanziere quando ancora non era tale. 

"La differenza tra un uomo comune e un poeta riconosciuto è che uno è stato deluso ed è guarito della sua illusione e l'altro continua a illudersi per il resto dei suoi giorni."



martedì 26 novembre 2019

Presentazione: Peredonov, il demone meschino di Fëdor Sologub

Buon giorno lettori e lettrici,
oggi vi presento l'ultimo romanzo russo entrato a far parte della mia libreria qualche giorno fa, Peredonov, il demone meschino di Fëdor Sologub uscito il 7 novembre in libreria per Fazi Editore. Quest'opera sarà una delle prime che leggerò nel nuovo anno perché sono molto curiosa di conoscere quest'autore russo paragonato addirittura al grande Dostoevskij.


Trama:
Ottuso, volgare e superstizioso, Peredonov è un insegnante di provincia reazionario della Russia zarista, che disprezza i ginnasiali diligenti e puliti, che ama provocare con discorsi sconvenienti, diffida degli amici, teme l’autorità e si dimostra fermo sostenitore delle punizioni corporali al limite del sadismo. Ciononostante, ricchezza e successo si profilano al suo orizzonte: da Pietroburgo, la principessa Volčanskaja sembra pronta a garantirgli un avanzamento di carriera, l’agognato posto da ispettore, a patto che lui sposi Varvara, la donna con la quale già convive.
E così, tutta la vita di Peredonov si focalizza su quella nomina. Mentre lui si destreggia tra audaci pretendenti e nemici che agiscono nell’ombra, combattendo con un feroce demone che lo tormenta, le sue paure lentamente si trasformano in paranoia e poi in un’ossessione che lo trascina in un abisso visionario e grottesco, che sfocia nell’orrore di una follia distruttiva. La selvaggia lascivia e l’agghiacciante crudeltà del protagonista si intrecciano con la candida amicizia tra Saša e Ljudmila, esempi di bellezza incontaminata, che lottano per la sopravvivenza nell’ambiente meschino della società di provincia.


Definito il più perfetto romanzo russo dopo quelli di Dostoevskij, Peredonov, il demone meschino, raccontando della follia lucida dell’uomo qualunque e delle sue infinite bassezze, fa da specchio dell’esistenza umana, dove il mostruoso e il bello si riflettono con la medesima precisione.

«Per quanto mi riguarda, Sologub è secondo soltanto a Gogol’».
Andrej Belyj

«Un vero e proprio capolavoro… Alla fine del libro, nessuno di questi personaggi orrendi riesce antipatico: Sologub è riuscito a compiere il miracolo di guardare lucidamente e spietatamente una realtà odiosa senza odiarla».
Pier Paolo Pasolini



Collana: Le stradeNumero 
Collana: 413
Pagine: 372
Codice isbn: 9788893255554
Prezzo in libreria: € 18
Codice isbn Epub: 9788893257046
Prezzo E-Book: € 9.99
Data Pubblicazione: 07-11-2019


Puoi acquistare il romanzo QUI

Ringrazio Fazi Editore per la copia.

venerdì 22 novembre 2019

Anteprima: Le disavventure di Amos Barton di George Eliot

Buon giorno cari lettori e buon fine settimana.
Il 22 novembre del 1819, duecento anni fa, nasceva Mary Anne Evans, una delle più importanti scrittrici britanniche dell'epoca vittoriana meglio nota con lo pseudonimo di George Eliot, nome maschile che l'autrice scelse per avere maggiore credibilità come scrittrice ed evitare i pregiudizi in quanto compagna di un uomo sposato.
Dopo Daniel Deronda (2018), per celebrare il bicentenario odierno, Fazi Editore ha riportato in libreria proprio ieri, 21 novembre, il primo dei tre romanzi brevi che compongono le cosiddette Scene di vita clericale ovvero Le disavventure di Amos Barton che è anche l'opera prima di Eliot e che sono lieta di presentarvi.


Trama:
Amos Barton è il nuovo parroco della chiesa di Shepperton, una cittadina della provincia inglese. Il reverendo è un uomo mite che cerca in ogni modo di far rispettare i dettami della Chiesa anglicana ai membri della sua comunità, ma il suo carisma inesistente, unito a una certa goffaggine, fa sì che non sia molto amato dai suoi concittadini. Inoltre la parrocchia di cui si occupa non è sufficiente al mantenimento della sua famiglia, che può tirare avanti solo grazie al caritatevole prodigarsi di qualche parrocchiano e all’instancabile Milly, la moglie del curato, che ha totalmente immolato la sua vita al bene del marito e dei sei figli. La situazione si complica ulteriormente quando la contessa Caroline Czerlaski si installa a casa Barton, portando con sé mille pretese e neppure un centesimo, suscitando disappunto in Milly e una morbosa curiosità in tutta la comunità di Shepperton. L’intera vita di Amos Barton trascorre fra continue cadute e momentanee risalite, fino all’arrivo della notizia peggiore di tutte, che lo farà precipitare nello sconforto, ma vedrà finalmente i parrocchiani stringersi intorno a lui, nonostante incarni «la quintessenza concentrata della mediocrità».


Primo dei tre romanzi brevi che compongono Scene di vita clericale, raccolta che ha fatto da modello alla letteratura realista inglese, Le disavventure di Amos Barton è una vivida raffigurazione della vita rurale inglese dell’Ottocento, che racconta gli effetti della riforma religiosa attraverso lo sguardo ingenuo di un reverendo di provincia. Opera prima di una delle più importanti scrittrici britanniche, alla sua uscita ebbe un grande successo, generando l’interesse per l’identità dell’autore e portando così allo scoperto la scrittrice Mary Anne Evans.

«Tutti i parrocchiani erano dispiaciuti per la sua partenza; non che qualcuno di loro considerasse straordinarie le sue doti spirituali, o avvertisse che il suo ministero fosse molto edificante. Ma le sue recenti traversie avevano ispirato i loro migliori sentimenti, il che è sempre una fonte d’amore. Amos non era riuscito a far scattare la molla della bontà con i propri sermoni, ma ci era riuscito concretamente con il proprio dolore; e ora c’era un legame vero tra lui e il suo gregge».



Autore: George Eliot
Titolo: Le disavventure di Amos Barton
Collana: Le strade
Numero Collana: 415
Pagine: 126
Codice isbn: 9788893256742
Prezzo in libreria: € 15
Codice isbn Epub: 9788893257107
Prezzo E-Book: € 7.99
Data Pubblicazione: 21-11-2019


Puoi acquistare il romanzo QUI

Ringrazio Fazi Editore per la copia.

lunedì 23 settembre 2019

Anteprima: Estremi rimedi di Thomas Hardy

Buon giorno e buon lunedì cari lettori,
questa settimana sono felice di mostrarvi in anteprima Estremi rimedi, il primo romanzo dello scrittore inglese Thomas Hardy, che ritorna in libreria questo giovedì, 26 settembre 2019, per Fazi Editore
Io l'ho già iniziato e vi assicuro che le premesse sono quelle di un classico della letteratura imperdibile.

"Esiste in noi la speranza inestinguibile che, nei momenti più cupi, continua a farci pensare che poiché è di noi che si tratta, deve esserci in serbo un futuro speciale, anche se la natura e gli antecedenti, fino al particolare più remoto, sono comuni a migliaia di persone."


Trama:
Estremi rimedi è il romanzo d’esordio di Thomas Hardy, in cui già si dispiegano tutti gli elementi che faranno la fortuna del suo autore: l’ispirazione gotica, un intreccio impeccabile, la magistrale caratterizzazione dei personaggi. Protagonista di questa storia è la giovane Cytherea Graye: rimasta orfana, la ragazza decide di trasferirsi con il fratello Owen in un’altra città, per trovare una casa e un lavoro e ripartire da zero. Qui, i due conoscono Edward Springrove, un collega di Owen, di cui Cytherea si innamora. Dopo vari tentativi andati a vuoto, la ricerca di un lavoro va a buon fine, e la protagonista viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora, Miss Adclyffe, il cui passato, si scoprirà poi, è legato romanticamente a quello della famiglia Graye. Tra le due donne si stabilisce un rapporto a metà strada fra l’affetto, la protezione, la devozione e la gratitudine reciproca. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già promesso a un’altra donna. Delusa e sconcertata, la protagonista decide di dimenticarlo: è a questo punto che entra in scena Manston, personaggio misterioso inspiegabilmente protetto e spalleggiato da Miss Adclyffe, il quale intraprende nei confronti della ragazza un lungo e bizzarro corteggiamento.


L’intreccio narrativo, finora concentrato sul ritratto dei personaggi, si fa da qui in poi vivace e ricco di colpi di scena: incendi, fughe nella notte, inganni, suspense, persino un omicidio, fino alla conclusione, degna della migliore tradizione dei “sensation novels”, cui Hardy si ispirò per costruire questo suo primo romanzo, affermandosi subito come una delle voci più brillanti della narrativa inglese.



«È innegabile l’abilità di Hardy – l’abilità del vero romanziere – di farci credere che i suoi personaggi siano persone come noi, guidate dalle proprie passioni e idiosincrasie; al contempo – e questo è il dono del poeta – in loro vi è un qualcosa di simbolico che ci accomuna tutti».
Virginia Woolf




«Hardy eguaglia scrittori come Shakespeare, Sofocle e Tolstoj per la capacità di inserire i piccoli gesti dei suoi protagonisti all’interno del grande disegno della natura».
D.H. Lawrence


Autore:Thomas Hardy
Titolo:Estremi rimedi
Collana:Le strade
Numero Collana:405
Pagine:542
Codice isbn:9788893254472
Prezzo in libreria:€ 18
Data Pubblicazione:26-09-2019

Puoi acquistare il romanzo Qui


Ringrazio Fazi Editore per la copia.

lunedì 16 settembre 2019

Presentazione: Foglie cadute di Wilkie Collins

Buon dì cari lettori e felice settimana,
ormai manca poco all'arrivo ufficiale dell'autunno ed io sono lieta di presentarvi un titolo che si presta molto alla stagione: Foglie cadute di Wilkie Collins, ritornato in libreria lo scorso 29 agosto e da un paio di giorni giunto anche sui miei scaffali ad impreziosire la mia collezione di classici inglesi targati Fazi Editore.


Trama:
Amelius Goldenheart viene esiliato dalla Comunità Cristiana di Tadmor, nell’Illinois, a causa della relazione illecita con una donna più matura. Una volta giunto a Londra, al ricordo del mondo ideale dove Amelius è cresciuto e ha coltivato i suoi valori si contrappone una realtà fatta di persone senza scrupoli, fra cui spicca John Farnaby, ricchissimo e disonesto uomo d’affari. Farnaby ha preso in adozione una nipote nel tentativo di consolare la moglie, affranta per la scomparsa di sua figlia, smarrita tra le strade di Londra sedici anni prima. All’ingenuo Goldenheart basterà un solo sguardo per innamorarsi perdutamente della ragazza, anche se il loro amore verrà ostacolato dalla famiglia, che cercherà a ogni costo di tenere lontani i due giovani. Intanto Amelius, fedele a una promessa fatta alla triste signora Farnaby, si impegna a ritrovare la fanciulla smarrita della coppia. La ricerca della giovane porterà quest’uomo dall’animo candido, compassionevole per natura e capace di ispirare grande fiducia nelle donne, a perdersi per le vie della città spingendosi fin nei bassifondi. Il romanzo si snoda così in un’avvincente trama fitta di eventi e colpi di scena, che Collins dipana con l’impareggiabile abilità di sempre, rappresentando con accuratezza, e non senza una buona dose di humour, la società vittoriana del tempo.


Un romanzo dall’architettura perfetta, in cui i punti di vista dei protagonisti si alternano in maniera esemplare grazie all’abilità dello scrittore, considerato ormai un grande classico della narrativa inglese.

«È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins, uno dei padri, se non il padre, del romanzo poliziesco… Un maestro, niente da dire».
Alessandro Baricco

«I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a fermarsi».
Leonetta Bentivoglio

«Le risorse di Wilkie Collins sono inesauribili».
T.S. Eliot

«Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi».
Antonio D’Orrico


Autore: Wilkie Collins
Titolo: Foglie cadute
Collana: Le strade
Numero Collana: 400
Pagine: 480
Codice isbn: 9788893255936
Prezzo in libreria: € 18,00
Codice isbn Epub: 9788876256653
Prezzo E-Book: € 9.99
Data Pubblicazione: 29-08-2019

Puoi acquistare il romanzo Qui

Ringrazio Fazi Editore per la copia

lunedì 2 settembre 2019

Recensione: Jalna di Mazo De La Roche

Buon giorno lettori, buon lunedì e soprattutto buon settembre.
Oggi vi parlo di “Jalna” di Mazo De La Roche, romanzo apripista di una lunga saga familiare (ben sedici volumi. Qui la presentazione) che mi ha tenuto compagnia in questa torrida estate.
Mazo De La Roche è stata una prolifica scrittrice canadese del primo Novecento, che con Le Cronache dei Whiteoak (The Whiteoak Chronicles) raggiunse il successo mondiale conquistando milioni di lettori.
Il romanzo, arrivato in libreria lo scorso luglio grazie a Fazi Editore, è stato per me una vera scoperta che non vedo l'ora di proseguire.

“E quanto sapeva essere silenziosa Jalna! La tranquillità a volte era un incantesimo che durava ore.”

I Whiteoak - famiglia di origine inglese trapiantata in Ontario, Canada - vivono a Jalna, maestosa tenuta in mattoni rossi costruita dal capitano Philip Whiteoak e da sua moglie Adeline Court e così battezzata in onore della città indiana omonima, dove da giovani si erano conosciuti. Adeline, ormai vedova, ha raggiunto la veneranda età di 99 anni ed è una matriarca con un caratterino di tutto rispetto: viziata e tirannica, è un’eccentrica signora che indossa buffe cuffie dai nastri colorati e tiene sotto scacco la sua numerosa famiglia. Figli e nipoti, però, non sono da meno e riescono ognuno a ritagliarsi uno spazio nella mente del lettore. Nicholas ed Ernest, suoi figli, sono due attempati e altrettanto bizzarri zii che nutrono ciascuno segretamente la speranza di ereditare la magione. Poi ci sono i sei figli del loro defunto fratello minore, Philip: Meg, l’unica donna, zitella dal cuore ferito; Renny, considerato il capofamiglia, bello e tenebroso, passionale e inflessibile; Eden, poeta riservato; Pears, contadino sventato tutto d’un pezzo; Finch, adolescente incompreso con un forte senso d’inferiorità e infine il più piccolo del clan, Wakefield (il mio preferito), nove anni di furbizia, birbanteria e birichinate. 
    
 “Chi ama una sorella non può amare la figlia dell’uomo che l’ha tradita.”

Relazioni complesse iniziano a sorgere tra i membri della famiglia quando due donne molto diverse tra loro entrano a farne parte: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino che fugge con Pears portando a galla rimpianti lunghi vent'anni, e Alayne, donna forte e indipendente che lascia New York e il suo lavoro per seguire Eden in Canada, ritrovarsi disillusa dal giovane poeta e innamorata di un altro Whiteoak. 
Il romanzo, oltre a imbastire una trama scoppiettante per le dinamiche che innesca, riesce, proprio servendosi delle due estranee, a porsi come uno strumento di critica verso la condizione delle donne dell’epoca.

“E i nostri sogni?”
“I sogni non contano. È la realtà la vera tortura per le donne.”

Jalna coinvolge per l’atmosfera che la famiglia, quasi si muovesse come un’unica entità, crea, ma anche per le descrizioni di una natura bellissima e selvaggia che l’autrice dipinge con maestria attraverso il cambio delle stagioni. Il fitto di una pineta odorosa, una radura tra le betulle, un viale alberato, grandi frutteti, fronde odorose, cavalli al pascolo, lo specchio di un lago, tutto ciò delinea il perimetro di Jalna, entro cui si muovono i suoi abitanti con le loro passioni, odi e amori lunghi cent’anni, perché i Whiteoak sono affettuosi, una famiglia in cui baci non mancano mai, ma sono anche arroganti, irascibili e spesso egocentrici. 

"I Whiteoak avevano una grande propensione al bacio. (...) Bastava un nonnulla e partivano i baci."

L’autrice esplora i loro caratteri, le loro interazioni e gli effetti delle loro scelte sull'intera famiglia. 


In questo primo volume gli abitanti di Jalna ci aprono le porte del loro salotto o, se è una giornata soleggiata, ci invitano a prendere il tè con loro, seduti sul prato verde davanti alla tenuta, per potersi presentare al lettore e mostrare sin da subito la loro brama di vivere. 

"I Whiteoak pensavano, sentivano e agivano con un'intensità vittoriana; (...) Non si mettevano a filosofeggiare sulla vita, e non c'era emozione che fosse troppo logora o antiquata da non poterla esprimere e vivere con intensità e abbandono."

In Jalna troviamo una penna colorata come un’estate indiana, che profuma di foglie secche e scuderie, mele e tabacco, e che dà vita a una prosa frizzante, leggera e velatamente ironica. Ho trovato, soprattutto nella seconda metà, un po’ affrettati alcuni passaggi riguardo agli innamoramenti dei protagonisti, che mi sono sembrati improvvisamente descritti senza grandissimo trasporto, ma Jalna è, per l’appunto, un biglietto da visita, un benvenuto in famiglia, una premessa, una soglia che lascia intravedere attraverso il vetro frastagliato sviluppi molto accattivanti


"Pensò al momento di beatitudine che aveva provato quando si erano guardati negli occhi e avevano visto l'amore che sbocciava come un fiore, come le corolle sui rami dei ciliegi nel prato. L'avrebbe amato per sempre; per sempre la notte lui si sarebbe rannicchiato contro la sua spalla."

lunedì 15 luglio 2019

Presentazione: Jalna di Mazo De La Roche

Ben ritrovati, cari lettori e care lettrici, e buon inizio settimana,
siamo a metà luglio e nel mio intenso valzer di letture estive, da pochi giorni si è inserito Jalna di Mazo De La Roche, autrice canadese che non conoscevo.
Jalna è il primo volume (di 16) di una saga familiare arrivato lo scorso 4 luglio in libreria nella splendida edizione, targata Fazi Editore, che ho il piacere di mostrarvi oggi.

Cent’anni di amori, odi e passioni sullo sfondo dei paesaggi sconfinati del Canada. Una grande saga familiare bestseller in tutto il mondo.


Trama:
I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l’indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme a figli e nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. La vita a Jalna scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è accolto come un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa…




Con una prosa leggera ed elegante e un delizioso sguardo ironico, Mazo de la Roche ci racconta la storia di tre generazioni accompagnandoci in un allegro gioco di intrecci incorniciato dalla bellezza e i colori del paesaggio canadese e dalla quiete della natura incontaminata.




Jalna è il primo romanzo di una saga familiare amatissima che, a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo. All’epoca della sua prima uscita, la saga di Jalna, ambientata in Canada, era seconda solo a Via col vento fra i bestseller. Grazie a quest’opera, l’autrice, paragonabile a Thomas Hardy, ottenne fama internazionale e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize.



Collana: Le strade 
Numero Collana: 398 
Pagine: 382 
Codice isbn: 9788893255226 
Prezzo in libreria: € 18 
Codice isbn Epub: 9788893256186 
Prezzo E-Book: € 9.99 
Data Pubblicazione: 04-07-2019

Puoi acquistare il romanzo QUI


Ringrazio Fazi Editore per la copia.

giovedì 16 maggio 2019

Anteprima: Evelina di Fanny Burney

Buon giorno lettori e lettrici del blog,
stamane ho il piacere di presentarvi in anteprima il primo classico del 2019 pubblicato da Fazi Editore.
Esce, infatti, proprio oggi, 16 maggio, in libreria, Evelina di Fanny Burney. Il romanzo, edito per la prima volta nel 1778 con grande successo, ispirò le penne di Jane Austen e di W. M. Thackeray, conferendo così alla Burney il "titolo" di madre del romanzo inglese.
Ve lo mostro nella sua splendida veste e v'invito a leggerne la trama e a correre in libreria!


Trama:
Figlia non riconosciuta di Lord Belmont, Evelina viene allevata in campagna sotto le amorevoli cure del reverendo Villars. A diciassette anni, invitata da alcuni amici a Londra, viene introdotta alla vita mondana e ai divertimenti dell’epoca. Ed è proprio durante una festa da ballo che la giovane conosce Lord Orville, uomo nobile e saggio. Il rapporto tra i due, condito da inevitabili incomprensioni ed equivoci, attraversa tutte le tappe dell’interesse, dell’amicizia e, infine, dell’amore. In parallelo, scorre la travagliata vicenda del riconoscimento legale di Evelina da parte di Lord Belmont. Esortata dal suo benefattore, Mr Villars, alla prudenza e al giudizio, ma anche alla forza d’animo e alla fermezza, Evelina matura una visione del mondo più consapevole e si avvia alla scoperta di se stessa e, finalmente, alla felicità. Protetta dalla forma anonima sotto cui venne inizialmente pubblicato il romanzo, in Evelina l’autrice smaschera con ironia e lucidità i pregiudizi e le convenzioni che dominano la buona società del diciottesimo secolo, affidando il compito allo sguardo ingenuo e alla sensibilità della protagonista, cresciuta nell’isolamento della campagna e inesperta dei costumi del bel mondo londinese.


Uscito nel 1778, il romanzo fu un grandissimo successo e portò all’autrice una fama immediata grazie al suo stile unico e alla sua vis comica.

Evelina è il capolavoro di Fanny Burney, una delle madri del romanzo inglese, che con la sua opera ha ispirato autori come Jane Austen e William Makepeace Thackeray.


«La madre della narrativa inglese».
Virginia Woolf

«Prima di Evelina, il cuore dell’adolescenza femminile non era mai stato ritratto tanto bene in letteratura».
W.D. Howells


Collana: Le strade
Numero Collana: 391
Pagine: 538
Codice isbn: 9788893254397
Prezzo in libreria: € 20
Data Pubblicazione: 16-05-2019

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venerdì 28 dicembre 2018

Recensione: La veste nera di Wilkie Collins

Buon giorno carissimi lettori,
il 2018 è agli sgoccioli ed io sono lieta di postarvi la mia ultima recensione dell'anno, La veste nera di Wilkie Collins edito Fazi Editore. È il secondo romanzo dell'autore inglese, padre del genere poliziesco, che leggo dopo Il fiume della colpa e devo dire che il mio interesse verso la sua produzione è aumentato. Nel nuovo anno Collins sarà ancora tra le mie letture ma intanto vi lascio al mio modesto parere circa questa storia intrigante.

"L’arte ha i suoi travagli come anche i suoi trionfi. È incapace d’imporsi sugli interessi meschini della vita di ogni giorno. Il libro più importante mai scritto, il più bel quadro mai dipinto, fa invano appello agli animi assorti in preoccupazioni egoiste e segrete."

Lewis Romayne è un giovane agiato e di bell’aspetto che conduce una tranquilla vita da scapolo nella sua residenza di campagna, Vange Abbey. Durante un viaggio a Boulogne, si ritrova coinvolto in un duello nel quale involontariamente uccide il suo avversario. Da quel momento è tormentato dai rimorsi e da una voce che lo atterrisce facendo sì che rifugga la società per isolarsi nella sua vita da studioso. Il senso di colpa influisce sulla sua indole mutandola e l’unica persona che ha un ascendente su di lui, capace di strapparlo alla solitudine e alla malinconia è Stella Eyrecourt, una dolce fanciulla che ama disegnare e che Romayne incontra quasi per caso. Il loro amore sboccia e cresce, però, inconsapevolmente sotto un’ombra scura che incombe su Lewis e su Vange Abbey: padre Benwell, uno scaltro gesuita che intende rivendicare la residenza del giovane, che ritiene un usurpatore, come proprietà della Chiesa Romana, quale era stata prima che Re Enrico VIII la confiscasse ai monaci per impieghi secolari. L'ecclesiastico è determinato a raggiungere il proprio scopo convertendo il giovane possidente protestante alla fede cattolica. Inizia così una dura lotta fatta di dubbi, sospetti e verità nascoste tra il prete e Stella. Quest'ultima non ha ancora chiuso i conti con il suo passato. E il passato, si sa, spesso ritorna. Ciò rischia di minare il suo rapporto con Romayne perché Padre Benwell, la veste nera, è un uomo subdolo e ingannatore, dall’intelligenza lungimirante, che non arretra davanti a nulla pur di perseguire i suoi obiettivi, anche se ciò significa calpestare persone e valori. 


“La veste nera” è un romanzo pregevole ricco di narrativa di suspense, con sfumature gotiche e grottesche, impreziosito da introspezione psicologica e con un’aperta accusa alla chiesa papista. La trama, scritta a metà tra il diario e la forma epistolare, è ricca di eventi, un vero gorgo d’intrighi. Il lettore si domanda costantemente se la serenità d’animo di Romayne dipenderà dall’amore di una donna o dalla divina saggezza della Santa Chiesa Cattolica. Vincerà il vero amore o la vera fede? 

Wilkie Collins tratteggia con abilità gli ambienti della società vittoriana e in essi la fragilità umana e lo fa attraverso una scrittura nitida e incisiva capace di scavare nelle anime degli uomini e nelle loro passioni più recondite. Consigliato! 

venerdì 9 novembre 2018

Anteprima: La storia di Henry Esmond di William Makepeace Thackeray

Buon pomeriggio cari lettori,
è ritornato ieri in libreria La storia di Henry Esmond di William Makepeace Thackeray, un classico della letteratura inglese considerato uno dei migliori esempi di romanzo storico. Pubblicato da Fazi Editore  in una veste grafica molto carina, essenziale e pulita, La storia di Henry Esmond  va ad aggiungersi a Le memorie di Barry Lindon (2015) e alla  meravigliosa collana Le Strade


Trama:
Quando Lady Rachel Castlewood prende possesso del castello ereditato dal marito, vi trova, unico occupante oltre alla servitù, un solitario e malinconico ragazzo, Henry. Orfano di padre e di madre, il giovane Henry teme l’accoglienza che gli riserveranno i nuovi proprietari: lo cacceranno via? Lo tratteranno come un servo? Troverà in loro, invece, affetto e protezione. Finirà per innamorarsi della dolce e amorevole Rachel, ma anche della sua bellissima figlia, Beatrix. Gentiluomo raffinato e soldato valoroso, si farà onore nelle campagne del duca di Marlborough contro Luigi XIV. La sua ascesa, però, verrà interrotta dal fallito tentativo di rimettere sul trono gli Stuart. Pagina dopo pagina, le vicende della famiglia Castlewood si fanno sempre più complesse: alcune relazioni si rafforzano, altre lentamente si dissolvono, e l’amore desiderato da ognuno dei protagonisti non otterrà mai soddisfazione. Lo sguardo ora tenero ora amaro con cui tutto questo è visto, il giudizio ora indulgente ora di condanna su ciò che moralmente dovrebbe essere e ciò che invece è, la rigorosa struttura narrativa, fanno di questo romanzo uno dei più riusciti della letteratura inglese.


Ancora oggi, per l’abilità con cui le vicende dei personaggi sono intrecciate e inserite nell’epoca e nel luogo in cui si svolgono – il primo Settecento, nell’Inghilterra tormentata dalle febbrili divisioni politiche e religiose dell’ultimo periodo Stuart –, La storia di Henry Esmond è considerato uno dei migliori esempi di romanzo storico. Alla sua uscita, nel 1852, fu subito celebrato per la genialità del suo autore e Thackeray stesso, sebbene all’epoca avesse già pubblicato capolavori come Le memorie di Barry Lyndon e La fiera delle vanità, lo giudicò come «il meglio che io possa fare».




«Questo semi-dilettante, ne La fiera delle vanità e in Esmond, è riuscito a pareggiare i massimi. Non dimenticate di leggere Esmond: è un boccone da re». 

Giuseppe Tomasi di Lampedusa





Puoi acquistare il romanzo QUI



Ringrazio Fazi per la copia.

mercoledì 17 ottobre 2018

Segnalazione: La veste nera di Wilkie Collins

Buon giorno lettori,
soltanto ieri vi ho postato la mia recensione de Il fiume della colpa (che potete leggere Qui) di Wilkie Collins ed eccomi di nuovo per presentarvi un altro romanzo dell'autore inglese, La veste nera, ritornato in libreria da pochi giorni grazie, come sempre, a Fazi Editore
Curiosa di approfondire la mia conoscenza di Collins, ho messo subito in lettura questo classico che sembra molto promettente. Prima di ritornare a parlarvene un po' più dettagliatamente, vi lascio a questa piccola anteprima. ^^


Trama:
Lewis Romayne sembra avere tutto per essere felice: giovane, di bell’aspetto, agiato, conduce una tranquilla vita di studioso nella sua splendida residenza di campagna, Vange Abbey. Ma un avvenimento funesto tronca bruscamente la sua serenità: durante un viaggio in Francia, l’uccisione di un uomo in duello porta con sé un carico di oscuri rimorsi che, dopo un lungo e tormentato periodo di solitudine, solo il sorriso della dolce Stella Eyrecourt è in grado di allontanare. Ma le vicissitudini di Romayne non sono terminate: nella sua vita s’insinua l’ombra nera del padre gesuita Benwell, determinato a restituire Vange Abbey alle proprietà ecclesiastiche e a infoltire le schiere della Chiesa cattolica convertendo il protestante Romayne. Tra il prete e la giovane, innamoratissima Stella si scatena una lotta senza esclusione di colpi, in cui dubbi, sospetti, insinuazioni, certezze e verità nascoste s’intrecciano alle vite dei diversi personaggi, la cui psicologia è delineata in modo magistrale.


Vero e proprio romanzo psicologico, La veste nera è al tempo stesso pura narrativa di suspense che si avvale, con grande sapienza, di un caleidoscopico spettro di sfumature, dal gotico al grottesco, dal romantico alla spy story d’epoca. Un nuovo, grande romanzo dal padre della narrativa del mistero.


«È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins, uno dei padri, se non il padre, del romanzo poliziesco… Un maestro, niente da dire». 
Alessandro Baricco

«I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a fermarsi». 
Leonetta Bentivoglio

«Le risorse di Wilkie Collins sono inesauribili».
T.S. Eliot



«Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi».
Antonio D’Orrico





Puoi acquistare il romanzo QUI


Ringrazio Fazi Editore per la copia. 

martedì 16 ottobre 2018

Recensione: Il fiume della colpa di Wilkie Collins

Buon pomeriggio cari lettori e ben ritrovati.
La scorsa domenica ho terminato la lettura de Il fiume della colpa di Wilkie Collins edito da Fazi Editore per la collana Le strade.
È per me doveroso confessare che pur essendo una lettrice da moltissimi anni ormai, non avevo mai letto Collins prima d’ora quindi non posso fare paragoni con le sue opere più note che, dopo questa lettura, sono ancora più curiosa di conoscere.

"Quel poco che so dell'esistenza mi ha insegnato che non è molto comune nella vita delle donne sposare l'oggetto del loro primo amore."


Gerard Roylake dopo anni di lontananza vissuti in Germania, alla morte del padre ritorna nella natia Inghilterra per ereditarne le proprietà e riagganciare i fili di una vita passata che non sente più sua. È lui stesso a raccontarci la vicenda che dopo questo rientro a casa lo vede protagonista.
Appassionato di libri e collezionista d’insetti, una sera intraprende una passeggiata nel vicino bosco, dove sulle rive del peggior torrente d’Inghilterra, come lo definisce Collins, incontra Cristel Toller, la figlia del mugnaio. Riconosce nella ragazza la bambina con la quale da piccolo giocava nello stesso bosco e se ne innamora. Accompagnandola al vicino mulino, però, scorge alla finestra del cottage la figura di un uomo dall’aspetto bellissimo che gli viene presentato come l’Inquilino.
È con questo nome che conosciamo un personaggio sinistro, a tratti inquietante, che la sordità ha reso insofferente e irascibile nei confronti degli uomini. L’Inquilino è un uomo che un tempo studiava medicina, ritiratosi dal mondo in quel luogo solitario dopo aver perso l’udito e il cui spirito, a causa della malattia e dell’isolamento forzato, è passato attraverso una dura prova uscendone profondamente mutato. Quest’uomo compie strani esperimenti ed è innamorato, anzi è ossessionato da Cristel: lui vorrebbe sposarla, lei lo detesta.
Geloso del suo nuovo rivale, l’Inquilino malefico inizia a tessere un sottile gioco per sbarazzarsi di Gerard. La bella Cristel, invece, cerca di aprire gli occhi del giovane e ingenuo Mr Roylake che finisce col credere alla maschera di quell’uomo senza nome. Con coraggio e consapevolezza la figlia del mugnaio compie una scelta decisiva, dove proprio quel fiume torbido e tetro che fa da sfondo alla vicenda si rivela risolutivo. 


Questo romanzo di sole 184 pagine firmato dal padre del genere poliziesco è un concentrato di suspense, mistero e avventura. Scorrevole e accattivante quanto basta, ne Il fiume della colpa troviamo atmosfere all’ombra della luna e in riva a un corso d’acqua dove si ha sempre la sensazione che il peggio stia per accadere. 




Un classico che pur non essendo un grande romanzo è narrato con abilità mettendo insieme quei pochi ma sicuri elementi capaci di coinvolgere emotivamente il lettore. 

martedì 10 luglio 2018

Anteprima: Il fiume della colpa di Wilkie Collins

Buon giorno cari lettori, 
da qualche giorno sulla mia scrivania è arrivata la nuovissima edizione de Il fiume della colpa di Wilkie Collins che troverete in libreria da giovedì 12 luglio 2018 grazie a Fazi Editore che ormai ha riproposto quasi tutti i romanzi di quest'autore e tutti con copertine magnifiche. Questa non fa davvero eccezione e la lascio scoprire a voi...


Trama:
Dopo anni di forzata lontananza, in seguito alla morte del padre, Gerard Roylake fa ritorno alla residenza di famiglia per prendere possesso della casa e delle terre ereditate. Quella che ritrova è una contea avvolta da un groviglio di misteri. L’incontro con Cristel Toller, la bellissima figlia del mugnaio, ridesta in Gerard ricordi sopiti dal tempo dell’infanzia e fa sorgere in lui una passione fatale, ma lo porta anche a imbattersi in un uomo misterioso e affascinante: tutti lo conoscono come “l’inquilino”, un individuo sinistro che la sordità e l’isolamento dal mondo hanno reso insofferente nei confronti di quanti lo circondano. Questi, infatuato di Cristel, finirà inevitabilmente per vedere in Gerard un pericoloso rivale in amore. Un orribile delitto sta per avere luogo, oppure i timori dei protagonisti – e del lettore – sono infondati? E qual è il motivo della strana attrazione che, in segreto, sembra spingere Cristel tra le braccia dell’inquilino?


Wilkie Collins è un maestro nel disseminare la strada di false tracce e, come sempre, tocca al lettore decidere chi amare e chi odiare in attesa della soluzione finale. Come nella migliore tradizione dei suoi romanzi, anche qui, «sulle rive del peggior torrente d’Inghilterra», sono presenti, in un intreccio magistrale, gli elementi d’avventura, mistero e suspense che lo hanno reso celebre.


«È impossibile smettere di leggere Wilkie Collins. Uno dei padri, se non il padre, del romanzo poliziesco… Un maestro, niente da dire». 
Alessandro Baricco

«I romanzi di Wilkie Collins sono viaggi irresistibili: agganciano subito il lettore, che quando parte non riesce più a fermarsi».
Leonetta Bentivoglio



«Wilkie Collins è famoso, nei manuali di letteratura, per avere scritto nel 1868 il primo giallo. Ma non eccelle solo nella suspense. È anche uno scrittore di sentimenti. Ed eccelle nella pittura dei personaggi». 
Antonio D’Orrico

Puoi acquistarlo Qui

Ringrazio la Fazi per la copia.