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mercoledì 19 febbraio 2020

Segnalazioni: Racconti: La stanza rossa e altre storie di fantasmi di L. M. Montgomery e Raccontati dopo cena di Jerome K. Jerome

Buon dì, lettori!
La settimana scorsa ho annoverato nella mia libreria due bellissime raccolte di racconti, entrambe curate e tradotte dal Prof. Enrico De Luca ed edite Caravaggio Editore (2019): La stanza rossa e altre storie di fantasmi di Lucy Maud Montgomery e Raccontati dopo cena di Jerome K. Jerome.
Curati nel dettaglio e accompagnati da bellissime illustrazioni, questi due volumetti  sono un richiamo alla lettura anche per i lettori che, come me, solitamente non prediligono il genere racconto. Vi lascio i dettagli sperando di ritornare al più presto per dirvi la mia. ^^


La Stanza Rossa e altre storie di fantasmi
di Lucy Maud Montgomery
Edizione integrale e annotata


e-book 4,99€
Cartaceo 11,90€
ISBN 9788895437941
Autore: Lucy Maud Montgomery
Curato da: Enrico De Luca
Tradotto da: Enrico De Luca
Genere: Narrativa (classici)
Pagine: 168

Anche L. M. Montgomery cedette al fascino delle ghost stories, non solo inserendone qualcuna nei suoi romanzi più celebri, ma anche pubblicando, in tutto l’arco della sua vita, diversi racconti del soprannaturale su varie riviste. Nella presente raccolta, curata da Enrico De Luca, ne sono stati selezionati sei: La Stanza Rossa; L’amante di Miriam, La storia di Davenport, La ragazza al cancello, La festa privata a Smoky Island e Il fantasma dai Brixley, tutti legati dallo stile inconfondibile della creatrice di Anne Shirley (conosciuta in Italia come “Anna dai capelli rossi”) e per la prima volta tradotti integralmente e annotati.

Raccontati dopo cena 
di Jerome Klapka Jerome
Edizione integrale e annotata


e-book 3,99€ 
cartaceo 11,90€
ISBN 9788895437958
Autore: Jerome K. Jerome
Curato da: Enrico De Luca
Tradotto da: Enrico De Luca
Genere: Narrativa (classici)
Pagine: 160

Raccontati dopo cena (Told after supper) è un’originale raccolta riccamente illustrata da Kenneth M. Skeaping e pubblicata nel 1891 dall’allora già celebre autore di Tre uomini in barca (per non parlare del cane), romanzo uscito solo due anni prima riscuotendo un ampio, immediato e duraturo successo.
Le storie sono tenute assieme da una cornice in cui il narratore trascorre la Vigilia di Natale presso uno zio e, come d’usanza, ascolta e racconta lui stesso storie di fantasmi. Ma è molto più di quel che sembra: ci troviamo al cospetto di un piccolo capolavoro dell’horror comico, nel quale Jerome ironizza su una lunga e radicata tradizione inglese e su tutti i cliché relativi ai racconti di fantasmi che venivano narrati in occasione della veglia natalizia.

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sabato 15 febbraio 2020

Anteprima: Kilmeny del frutteto di Lucy Maud Montgomery

Buongiorno cari lettori,
oggi sono lieta di presentarvi in anteprima un romanzo uscito ieri, 14 febbraio 2020, un classico ritrovato, che per la prima volta è a disposizione di noi lettori italiani in edizione integrale e annotata, Kilmeny del frutteto (Kilmeny of the Orchard) dell'autrice canadese Lucy Maud Montgomery, tradotto e curato dal Prof. Enrico De Luca ed edito Caravaggio Editore.
Una lettura romantica e poetica nella quale non vedo l'ora d'immergermi.


Trama:
Kilmeny del frutteto (Kilmeny of the Orchard) è un romanzo diverso dai due precedenti di Montgomery (Anne di Tetti Verdi e Anne di Avonlea), tanto che l’autrice stessa temeva che il pubblico non lo avrebbe gradito; ma si sbagliava: la sua uscita nel maggio del 1910 fu accolta da recensioni entusiastiche, nelle quali venivano esaltati sia lo stile dell’autrice sia la piacevolezza della trama e dei personaggi, in particolare della protagonista, Kilmeny, che porta il nome della celebre eroina del folclore scozzese e, come lei, è dotata di notevole bellezza. Kilmeny del frutteto è un romantico idillio poetico che riporterà i lettori, che hanno amato la saga di Anne Shirley, sull’Isola del Principe Edoardo.



«Il quadro che ella costituiva si impresse nella sua visione fin nel minimo dettaglio, per non essere mai più cancellato dal libro della sua memoria. Fino all’ultimo suo giorno Eric Marshall avrebbe ricordato vividamente quella scena, così come la vide… l’oscurità vellutata del bosco di abeti, l’arco del cielo di morbido splendore, i boccioli di lillà ondeggianti, e nel mezzo la ragazza sulla vecchia panca con il violino sotto il mento.»
EDIZIONE I


La copertina riprende la grafica della prima edizione del 1910. All'interno quattro tavole di George Gibbs.

ISBN 9788831456029
Autore: Lucy Maud Montgomery
Curato da: Enrico De Luca
Tradotto da: Clara Brioschi e Enrico De Luca
Genere: Narrativa (classici)
Pagine: 256
e-book: 5,49€
cartaceo: 14,90€


Puoi acquistare il volume QUI 


martedì 21 gennaio 2020

Presentazione: Il ritorno del nativo di Thomas Hardy

Buon dì, cari lettori.
Oggi vi presento un classico giunto sui miei scaffali venerdì scorso, di un autore inglese da me molto stimato e di cui ho letto già diverse opere: Il ritorno del nativo di Thomas Hardy, edito Robin Edizioni (2018), che ringrazio di cuore per la copia. Il ritorno del nativo, pubblicato per la prima volta nel 1878, e conosciuto anche con il titolo La brughiera, è il romanzo hardyano che segna il punto di svolta nella maturazione artistica dello scrittore britannico. Prima di dirvi, al più presto, cosa ne penso, vi lascio tutti i dettagli di quest'interessantissima lettura.


Trama:
Romanzo degli elementi, “Il ritorno del nativo”: in esso, terra aria acqua e fuoco si intersecano e interagiscono – ciascuno protagonista a suo tempo e a suo modo – secondo un eterno pòlemos, senza requie. Dramma universale degli elementi, allora; e dramma microcosmico dei desideri dei protagonisti, i quali, in una sorta di alchimia imperfetta, formano una quaternio giammai ricondotta all’unità, secondo lo spirito dei più profondi moduli tragici, da Hardy sempre amati e praticati. Sì, perché di ciò si tratta: non di un semplice pessimismo, come pure spesso è stato inteso, ma di una visione tragica che investe la struttura stessa di tutto ciò che esiste, e che nella vita umana si manifesta nella maniera più dolorosamente evidente.


Di questo che, forse, dal punto di vista letterario, è il capolavoro dell’autore, si è cercato di fornire una nuova traduzione che rispettasse il più possibile lo stile dell’originale, con la sua complessa sintassi che tenta di riprodurre l’articolata dinamica elementare del mondo, il suo frequente impiego di termini rari e tecnici, il suo andamento consapevolmente poetico, la sua coinvolgente temperie emotiva. Si è voluto quindi rimanere il più possibile fedeli e aderenti al dettato hardyano, senza che questo incidesse sulla scorrevolezza dell’italiano. Il volume è inoltre arricchito da un’introduzione, che punta a fornire una lettura complessiva e in parte originale del romanzo, e da un ricco apparato di note, inteso a esplicare i punti poco chiari, i vocaboli desueti e alcune delle suggestioni nascoste che potrebbero sfuggire ad una lettura superficiale.


«La verità sembra essere che una lunga serie di secoli di disincanto ha rimosso permanentemente l’idea ellenica della vita, o comunque la si possa chiamare. Quello che i greci sospettavano solamente, noi lo conosciamo bene; ciò che il loro Eschilo immaginava, i nostri neonati lo sentono. La baldoria di un tempo nella situazione complessiva diventa sempre meno possibile dal momento in cui scopriamo i difetti delle leggi naturali, e vediamo l’incertezza in cui si trova l’uomo a causa del loro funzionamento.»

pag 552
euro 19,00
Collana: Biblioteca del vascello
Pubblicato: 2018
ISBN 9788872742327

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lunedì 13 gennaio 2020

Segnalazione: La cena di Natale e altri racconti di AA.VV. e I misfatti di Babbo Natale di Meredith Nicholson

Buongiorno lettori e buon inizio settimana,
il Natale è ormai nello scatolone con tutti i suoi addobbi e lucine colorate, ma il suo spirito è ancora presente se parliamo di libri. Qualche giorno fa, sui miei scaffali sono arrivati due libricini natalizi molto belli. Il primo è un'antologia che reca la firma di quattro celebri penne della letteratura, La cena di Natale e altri racconti di AA.VV., mentre il secondo è un racconto di Meredith Nicholson, I misfatti di Babbo Natale, entrambi editi Elliot edizioni, che ringrazio di cuore per le copie. 
Se, come me, siete già nostalgici della magica atmosfera natalizia, v'invito a farli subito vostri. 


La cena di Natale e altri racconti 
di AA.VV.

 Prima di morire, un vecchio ed eccentrico gentiluomo ha disposto nel testamento che il 25 dicembre di ogni anno si dovrà tenere una cena, da organizzarsi con la sua eredità, che avrà per invitati i dieci cittadini più sfortunati del Paese. Ma è chiaro già dall'incipit de La cena di Natale, il racconto di Nathaniel Hawthorne che dà il titolo al volume, che le sue intenzioni sono tutt’altro che caritatevoli. Questa antologia racconta il Natale attraverso le penne dei grandi della letteratura, nel suo candore e – talvolta – nella sua doppiezza: ci sono l’umorismo di O. Henry e del suo protagonista vagabondo, che tra le piantagioni del Sud degli Stati Uniti si ritroverà tra le mani un regalo inatteso; le atmosfere tipiche di Louisa May Alcott, in una festa in campagna che ha tutto il sapore di una fuga dalla modernità; l’imprescindibile Charles Dickens, con un racconto che, per spirito e sentimento, è perfetto da leggere sotto l’albero.

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I misfatti di Babbo Natale 
di Meredith Nicholson

William Aikins, detto “il Grillo”, è al termine di una onorata carriera da ladro: ormai ha visto troppi inverni per continuare a giocare al fuggiasco, e così, dopo aver rubato i suoi “ultimi” quarantamila dollari, decide di rigare dritto e prendere moglie. Dopo due anni da virtuoso cittadino, però, si rende conto che i suoi migliori propositi sono come tessere di un domino pronto a crollare. Tutto inizia la vigilia di Natale, con un portafoglio che sporge da una tasca sulla metropolitana affollata: una facile tentazione che innesca una serie tragicomica di ladronerie e “misfatti”, destinati a rendere il Grillo, suo malgrado, l’artefice di un Natale del tutto singolare. Un racconto umoristico, perfettamente congegnato da un autore bestseller, pubblicato per la prima volta nel 1917 e inedito in Italia; di certo, una delle storie natalizie più improbabili che possano capitare tra le mani durante le feste.

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