domenica 4 agosto 2019

Mostra "Ex Libris"

Cari lettori,
ieri sera, presso il mio comune di appartenenza, Bagnoli Irpino (AV), nella splendida location tardo medievale del Castello Cavaniglia, è stata inaugurata la mostra "Ex Libris", curata dal Presidente dell'Associazione Culturale "Bagnoli è amore", Tobia Chieffo.
La mostra, che annovera una cospicua quantità di copertine e frontespizi dei libri di scrittori bagnolesi del passato e del presente, resterà aperta per tutto il mese di agosto dalle ore 21:00 alle ore 24:00.


È bello essere sulla bacheca! ^_^




giovedì 1 agosto 2019

Recensione: Mathilda di Mary Shelley

Buon giorno lettori e buon mese di agosto,
oggi vi parlo della mia ultima lettura, che di certo non posso definire estiva ma che spero possa ispirarvi per i vostri acquisti librari il prossimo autunno - inverno. Mi riferisco a Mathilda (Qui l'anteprima) di Mary Shelley, opera secondaria della celebre scrittrice inglese, oggi disponibile in una nuovissima e bellissima edizione tradotta da Alessandranna D'Auria ed edita da Darcy Edizioni.

"In vita non ho osato, nella morte svelo il mistero."

Scritto nel 1819, Mathilda è un romanzo breve, semi-autobiografico, che Mary Shelley scrisse dopo aver prematuramente perso il figlio, morto a causa della malaria.

Dopo essere stato rifiutato dallo stesso padre della Shelley, editore di professione, che lo definì “disgustoso e detestabile”, e si rifiutò di riconsegnarlo alla figlia per via dell’amore incestuoso che racchiude, Mathilda fu pubblicato postumo per la prima volta soltanto nel 1959.



"Forse sarebbe meglio che una storia come la mia morisse con me..."

Il romanzo è in realtà una lunga lettera che Mathilda scrive al solo amico rimastole negli ultimi anni della sua breve e tragica vita, Woodville, un poeta dall’animo assai nobile, al quale confida l’oscuro segreto della sua esistenza che l’ha portata a estraniarsi dal mondo e a vivere come un’eremita in una lontana brughiera. 
Mathilda racconta di essere stata cresciuta, per sedici anni, in Scozia da una zia generosa ma fredda e di aver conosciuto sin da piccolissima la solitudine. 

"Ero come un luogo solitario tra montagne chiuse su tutti i lati da ripidi precipizi bui, dove nessun raggio di sole poteva penetrare e da cui non c'era sbocco nei campi più assolati."

Narra la storia di suo padre, giovane di belle speranze e di talento e del grande amore che l’aveva unito a sua madre prima che lei venisse al mondo, uccidendola. Un padre che lei non aveva mai visto prima e che un bel giorno ricompare per scoprirla pressoché identica nell'aspetto all’amata moglie, mai dimenticata. 
Inizia così la confessione intima di un cuore che in un primo momento ha bevuto alla coppa della felicità più pura, per aver ritrovato l’amore di un genitore – lunghe passeggiate, momenti di spensieratezza e condivisione immersi nella natura – ma che troppo presto ha assaporato l’amaro fiele sul fondo del calice. Mathilda scopre un sentimento distorto e contro natura che da quel momento in poi la farà sentire contaminata, come macchiata e addirittura dannata. 

“Folli oltre l’immaginazione di chi è felice, sono i pensieri generati da infelicità e disperazione.”

Suo padre vede in lei sua madre e dopo una durissima ed’estenuante lotta interiore, l'uomo compie un gesto estremo e irreparabile che segna per sempre e in modo indelebile la vita della figlia. 


“Vedevo cosa amare e non l’amavo, immaginavo perciò che nel mio cuore tutto il calore si fosse spento.”

Una colpa tremenda si abbatte così su Mathilda e dopo il tragico evento, la ragazza non vede per sé che l’isolamento, il rifiuto della vita tra i suoi simili. Trova rifugio in una desolata brughiera, dove la natura le sarà amica consolatrice ma anche liberatrice, consegnandola infine alla morte tanto sospirata e agognata, che non ha saputo darsi da sé e che pone fine a tutte le umane sofferenze. 

“Ma la terra non sarebbe la terra se non fosse ricoperta di rovine e dolore. (...) L'infelicità era il mio elemento e solo chi era infelice mi si poteva avvicinare.”

Mathilda è un’opera struggente, complessa, poetica, romantica nel senso più antico del termine. Un’opera decadente che lascia poco spazio alla speranza, se non affidandola alla morte che salva, che tutto libera, tutto cancella. Un’opera che per la Shelley servì certamente da sfogo al proprio dolore. 

 “Mi siederò tra i pini e vagherò nella brughiera che piange e si lamenta senza desiderare che voi ascoltiate. Io non sono adatta alla vita. Perché sono obbligata a vivere? A trascinarmi ora dopo ora, a vedere gli alberi agitare i loro rami inquieti, a fiutare l’aria e soffrire in ogni cosa?”

Periodi lunghi e articolati appaiono quasi come dei lamenti che ritornano in tutta la seconda parte del testo come a voler rimarcare la disperazione provata dall’autrice e quindi dalla sua eroina.
Mary Shelley eccelle nel descrivere l’anima lacerata tra la vita e la morte.
Può sembrare che la protagonista non faccia che piangersi addosso per la sua sventurata sorte e ciò, essendo accompagnato da uno stile aulico e ricercato, non ne fa certamente una lettura leggera, piuttosto una lettura poetica, dove tutto accade velocemente e dove il dramma è seminato fitto tra le pagine.

Mathilda in fondo è la vita che prima dà, talvolta anche nel modo sbagliato, e poi tragicamente toglie.

"In verità sono innamorata della morte; nessuna ragazza ha mai avuto più piacere nel contemplare il suo abito da sposa, di me nell'immaginare le mie membra già avvolte nel loro sudario: non è dunque quello il mio abito da sposa?"

Mary Shelley
(1797-1851)
Acquista il romanzo Qui

mercoledì 17 luglio 2019

Anteprima: Mathilda di Mary Shelley

Buon giorno lettori e lettrici,
oggi sono felice di presentarvi l'opera (minore) di una grande autrice romantica, ovvero Mathilda di Mary Shelley, tradotto da Alessandranna D'Auria, che ringrazio per la copia, ed edito da Darcy Edizioni.
Mary Shelley (1797 – 1851) è nota per essere la madre del celeberrimo e rivoluzionario romanzo gotico "Frankenstein", ma è anche l'autrice di opere meno conosciute ma altrettanto valide, come Mathilda, romanzo breve rimasto per molto tempo inedito e pubblicato soltanto postumo, forse a causa della scabrosa tematica dell'incesto che vi è racchiusa.


Trama:
Dopo una serie di tragici lutti, tra cui quello del marito, Mary Shelley scrive il racconto Mathilda, condito da alcuni elementi autobiografici, sfoggiando tutte le sue doti di romantica drammaticità. Mathilda, sedicenne ricca di nascita ma orfana di madre, abbandonata da un padre che le dà la colpa per la scomparsa dell’amata sposa, è costretta a crescere con una zia avara di sentimenti. Quando il padre decide di tornare da lei, succede qualcosa di inaspettato: la somiglianza della fanciulla con la madre è sorprendente al punto che l’uomo la crede una reincarnazione dell’adorata Diana, così da innamorarsi della figlia. 


Un racconto che è ossessione e passione, sfogo e dolore, lo stesso provato da Mary Shelley in vita. 
La sua penna sapiente rende immaginario quel che è stata per lei realtà.


TRADUZIONE A CURA DI: Alessandranna D’Auria
SERIE: Stand-Alone
GENERE: Classico
EDITORE: Darcy Edizioni
FORMATO: Ebook e cartaceo
DATA PUBBLICAZIONE: 19 Luglio 2019
POV: Prima persona
PAGINE: 207
ISBN CARTACEO:  978-1070923598

Puoi acquistare il romanzo QUI





lunedì 15 luglio 2019

Presentazione: Jalna di Mazo De La Roche

Ben ritrovati, cari lettori e care lettrici, e buon inizio settimana,
siamo a metà luglio e nel mio intenso valzer di letture estive, da pochi giorni si è inserito Jalna di Mazo De La Roche, autrice canadese che non conoscevo.
Jalna è il primo volume (di 16) di una saga familiare arrivato lo scorso 4 luglio in libreria nella splendida edizione, targata Fazi Editore, che ho il piacere di mostrarvi oggi.

Cent’anni di amori, odi e passioni sullo sfondo dei paesaggi sconfinati del Canada. Una grande saga familiare bestseller in tutto il mondo.


Trama:
I Whiteoak, numerosa famiglia di origini inglesi, risiedono a Jalna, grande tenuta nell’Ontario che deve il suo nome alla città indiana dove i due capostipiti, il capitano Philip Whiteoak e la moglie Adeline, si sono conosciuti. Molto tempo è trascorso da quel fatidico primo incontro. Oggi – siamo negli anni Venti – l’indomita Adeline, ormai nonna e vedova, tiene le fila di tutta la famiglia mentre aspetta con ansia di festeggiare il suo centesimo compleanno insieme a figli e nipoti: a partire dal piccolo Wakefield, scaltro come pochi, infallibile nell’escogitare trucchi per non studiare e sgraffignare fette di torta, fino al maggiore, Renny, il capofamiglia, grande seduttore che nasconde un animo sensibile. La vita a Jalna scorre tranquilla, fino a quando due nuore appena acquisite arrivano a scombussolarne gli equilibri: la giovanissima Pheasant, figlia illegittima del vicino, il cui ingresso in famiglia è accolto come un oltraggio, e la deliziosa Alayne, americana in carriera che, al contrario, con la sua grazia ammalierà tutti, specialmente gli uomini di casa…




Con una prosa leggera ed elegante e un delizioso sguardo ironico, Mazo de la Roche ci racconta la storia di tre generazioni accompagnandoci in un allegro gioco di intrecci incorniciato dalla bellezza e i colori del paesaggio canadese e dalla quiete della natura incontaminata.




Jalna è il primo romanzo di una saga familiare amatissima che, a partire dagli anni Venti, conquistò generazioni di lettori, con undici milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo. All’epoca della sua prima uscita, la saga di Jalna, ambientata in Canada, era seconda solo a Via col vento fra i bestseller. Grazie a quest’opera, l’autrice, paragonabile a Thomas Hardy, ottenne fama internazionale e fu la prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize.



Collana: Le strade 
Numero Collana: 398 
Pagine: 382 
Codice isbn: 9788893255226 
Prezzo in libreria: € 18 
Codice isbn Epub: 9788893256186 
Prezzo E-Book: € 9.99 
Data Pubblicazione: 04-07-2019

Puoi acquistare il romanzo QUI


Ringrazio Fazi Editore per la copia.