martedì 6 settembre 2016

Presentazione: Classici da (ri)scoprire: Voltaire

Buongiorno cari lettori,
Oggi inauguro la nuova collaborazione del blog presentandovi il primo classico riscoperto da La bottega dei traduttori: si tratta di una raccolta di tre racconti di Voltaire intitolati Cosi-Sancta, Il Sogno di Platone, Avventura indiana e tradotti da Sergio Piscopo.



Titolo: "Il Sogno di Platone, Avventura indiana, Cosi-Sancta: tre racconti di Voltaire"
Autore: Voltaire
Traduttore: Sergio Piscopo
Editore: "La bottega dei traduttori" (Youcanprint)
Pagine: 23
Formato: e-book e cartaceo
Prezzo e-book: 0,99 euro
Prezzo cartaceo: 6,00 euro (Link)
Disponibile su: Amazon e tutti gli store digitali

Sinossi:
Nel boccaccesco racconto Cosi-Sancta (1746), testo fintamente mutuato da La Città di Dio di Sant'Agostino, la protagonista si troverà, suo malgrado, a tradire suo marito per ben tre volte, nonostante le sue intenzioni siano sempre state virtuose. Cosi-Sancta dovrà svelare un arcano, rispondendo a un quesito alquanto singolare: può da un piccolo male derivare un grande bene?
Ne Il Sogno di Platone (1756), Voltaire immagina che il filosofo ateniese abbia avuto un sogno, nel quale fantastica di una ipotetica diatriba scaturita tra i geni che hanno creato i vari pianeti. Uno di questi deride con malizia Demogorgone, il creatore della Terra, rinfacciandogli di aver plasmato un pianeta imperfetto. La sentenza del grande Demiurgo, nondimeno, risulta essere una lezione piuttosto pungente, accompagnata da una scarsa dose di modestia.
Nella Avventura indiana (1766), il filosofo parigino ci racconta di un Pitagora sventurato il quale, trovandosi in India, assiste al supplizio di due giovani indiani condannati al rogo per aver dubitato della sostanza di due divinità indù. Tuttavia, egli riuscirà a salvarli anche se, per uno scherzo del fato, non riuscirà a salvare se stesso. Non a caso, la lapidaria chiosa finale porta con sé un'amara ironia: "si salvi chi può!".


Sergio Piscopo: Laureato in linguistica e traduzione specialistica, è attualmente dottorando presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Ha tradotto per la Società Editrice Montecovello “Taide” di Anatole France e pubblicato per “La Bottega dei Traduttori” tre racconti brevi di Voltaire (Cosi-Sancta, Il Sogno di Platone, Avventura Indiana).

A prestissimo con una nuova chicca dalla letteratura francese tradotta in bottega. 

Antonella Iuliano

lunedì 5 settembre 2016

Ambasciatrice de La bottega dei traduttori

Carissimi lettori,
Ben ritrovati! Settembre è finalmente arrivato e le attività letterarie stanno man mano riprendendo il loro normale corso. 
Per me questo mese è iniziato con una graditissima novità, infatti, questo breve post lo sto scrivendo per annunciare a chi mi segue e a chi, invece, passa di qui per la prima volta, che una nuova, interessantissima collaborazione si aggiunge all'agenda del blog.  
Mi è stata offerta la possibilità di diventare Ambasciatrice de La bottega dei traduttori, un progetto davvero valido per ogni amante della letteratura straniera; ovviamente ho accettato con gioia, per cui prestissimo, già tra poche ore, vi presenterò una chicca letteraria tradotta per la prima volta in italiano.  
Prima, però, passo a illustrarvi di cosa si occupa lo staff di traduttori laboriosi presenti nella bottega.  


L’iniziativa nasce per dare risalto ai classici della letteratura straniera mai tradotti in lingua italiana (o le cui precedenti traduzioni sono ormai introvabili perché fuori commercio) di autori noti e meno noti del panorama letterario mondiale, con particolare attenzione alla forma del racconto breve, genere oggigiorno da rivalutare e diffondere il più possibile.
Il progetto mira, col tempo, a creare una solida community di traduttori, animati dalla passione per la letteratura, il desiderio di sfruttare le proprie competenze per condividere con i lettori piccole grandi gemme dimenticate e maturare esperienza attraverso il confronto e lo scambio reciproco.

Ringrazio Annarita Tranfici per la fiducia e la stima,

Antonella Iuliano

giovedì 18 agosto 2016

I Gillespie

Può un pittore dare alle fiamme le sue tele, la propria arte, quando la disperazione è il solo colore rimasto sulla sua tavolozza? Per Ned Gillespie è stato così.

Jane Harris
I Gillespie di Jane Harris è, per restare in tema, un affresco del lato oscuro dell’epoca vittoriana in piena Esposizione Universale. 
Harriet Baxter è una protagonista che non spicca certo per simpatia, ma è lei a narrarci l’intera vicenda quando ormai è un’ottuagenaria che, dal suo appartamento di Londra, decide di scrivere il memoriale dei suoi anni trascorsi in Scozia e del suo legame con i Gillespie. 

Ci troviamo a Glasgow e Harriet è una donna nubile, intraprendente, benestante e sola al mondo che decide di trascorrere un periodo di riposo nella città scozzese dopo la perdita di una cara zia di cui si è presa cura.
Nel 1888 Glasgow è una città che pullula di talenti conosciuti e non, e tra questi ultimi si cela Ned Gillespie. 

Una drammatica ma fortuita coincidenza introduce Harriet in casa Gillespie: salva da uno strozzamento la madre del pittore, e da quel momento diviene intima conoscente e amica della famiglia. Così intima che il lettore percepisce una sorta d’invadenza da parte sua: nelle sue osservazioni, nei suoi desideri, nelle frequenti visite a casa del pittore, negli incontri che lei definisce casuali. 
Ned è un artista di talento e come ogni vero artista che si rispetti, non riesce a farsi un nome e a guadagnare con la propria arte, ma è anche un premuroso padre di famiglia e un marito innamorato. La moglie Annie, una creatura angelica e delicata, condivide con lui l’amore per la pittura e due bambine, Sybil e Rose. Presto Harriet Baxter si accorge dei comportamenti anomali di Sybil, la primogenita, che si rivela una bambina difficile da trattare.
La donna si convince fino a esserne ossessionata, di dover aiutare Ned a farsi strada, di salvarlo da una famiglia turbolenta che non lascia pieno sfogo alla sua creatività, e si adopera affinché raggiunga la fama. In agguato, però, c’è un tragico destino e proprio quando Ned Gillespie riesce finalmente a esporre le sue tele migliori in una rinomata galleria di Glasgow, la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, colpendo proprio le sue amate figlie.
Pagine di suspense, dubbi ricorrenti e apprensione accompagnano il lettore da questo punto in poi e tutto è messo in discussione. Harriet Baxter è davvero una premurosa e gentile signora? O piuttosto un’ammaliatrice, una capricciosa, subdola sfascia famiglie? La piccola Sybil ha davvero dei disturbi mentali o è solo una vittima silenziosa? C’è forse la signorina Baxter dietro le piccole e grandi disgrazie della famiglia Gillespie? 

Tanti colpi di scena accompagnano la lettura di questo bellissimo romanzo, dove ogni tassello ha un suo posto ben preciso in una macchina narrativa costruita magistralmente. Una storia intensa, ombrosa e affascinante, nella quale il lettore che avanza si ritrova a domandarsi se non gli è sfuggito qualcosa, un dettaglio, un indizio. Un romanzo che cattura e che consiglio vivamente a chi ama le storie di stampo classico con pennellate di mistero. 

Antonella Iuliano


martedì 16 agosto 2016

The bookish teapot: Un tè con l'autrice: "I Gillespie" di Jane Harris

The bookish teapot: Un tè con l'autrice: "I Gillespie" di Jane Harris:
Buon pomeriggio lettori e ben ritrovati!
Scusate la mia assenza ma in questo periodo sono in ferie e non riesco molto a star dietro alle letture e al blog. Però ci tenevo a pubblicare quanto prima questo post. Si tratta di un nuovo appuntamento con la rubrica "Un tè con l'autrice" in collaborazione con Antonella Iuliano, deciso all'ultimo momento proprio dopo aver scoperto che la lettura in questione era la stessa lettura corrente per entrambe. Difatti non ci eravamo concordate su questo nuovo libro, ma abbiamo bensì deciso a lettura quasi ultimata di imbastire sù un nuovo "numero" della rubrica.
E senza dilungarci oltre, vi lasciamo ora alle nostre recensioni del romanzo "I Gillespie" di Jane Harris.
Elisa Moda


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