lunedì 6 agosto 2018

Recensione: Anne di Tetti Verdi di Lucy Maud Montgomery

Buon dì cari lettori,
negli scorsi giorni ho approfittato del leggero calo delle temperature per scrivere della mia ultima lettura, Anne di Tetti Verdi della canadese Lucy Maud Montgomery che ho il piacere di condividere con voi oggi. Sì, proprio lei, “Anna dai capelli rossi” com’è nota in Italia. 

Non avevo mai letto prima la storia di Anne ma conoscevo la protagonista di fama poiché anche lei è parte di quel bagaglio anni ’80 che la mia generazione ricorda e conserva con affetto. Confesso che, quando il Prof. Enrico De Luca, curatore e traduttore (insieme a Oscar Ledonne) dell’opera, mi ha scritto per presentarmi il suo lavoro, ero scettica sul volerlo davvero leggere: mi sentivo un po’ grandicella per la storia di Anne che pure ricordavo poco, forse perché ho sempre avuto una predilezione per la storia di un’altra orfana, Lady Georgie di Mann Izawa. Poi mi sono detta: “Perché no?”. Mi piace pensare che i libri arrivino quando è il loro momento e, cosa principale, l’edizione propostami era, ed è, una vera chicca, una versione integrale, nella quale non vi sono tagli o adattamenti di sorta. Il romanzo Anne of Green Gables fu pubblicato per la prima volta nel 1908. Circa settant’anni dopo, grazie soprattutto all’anime giapponese, la fama dell’opera crebbe a livello mondiale dando il via a traduzioni in più di quaranta lingue e a edizioni “tagli e cuci” per ragazzi. Anne di Tetti Verdi, al contrario, presenta una traduzione più fedele possibile al testo originale (a cominciare dal titolo) per rendere giustizia al romanzo così come Montgomery lo concepì e restituirlo anche a quei lettori non più giovanissimi, perché l’intenzione dell’autrice non era di scrivere un romanzo prettamente per ragazzine. Quest’edizione, pubblicata la scorsa primavera da Lettere Animate Editore, è oltremodo preziosa perché accompagnata da un ricco apparato di note che spiegano i vari riferimenti letterari e culturali dell’epoca in cui la storia è ambientata e chiariscono aspetti della traduzione stessa. 

Dopo questa lunga premessa, passo alla storia in sé che, so bene, non ha bisogno di molte presentazioni.

"Mi piacciono tanto i bei vestiti. E per quanto possa ricordare non ho avuto un vestito carino in tutta la mia vita... ma certamente è meglio avere qualcosa da sognare, vero? E allora posso immaginare di essere vestita meravigliosamente."


Anne Shirley è un’orfana dal tragico passato. A causa di un errore arriva a Tetti Verdi, nel villaggio di Avonlea, sull’Isola del principe Edoardo, dove vivono due fratelli, Marilla e Matthew Cuthbert. Matthew sta invecchiando e di comune accordo con la sorella, tramite una loro conoscente, decidono di adottare un ragazzo affinché li aiuti a mandare avanti la fattoria, ma quando Matthew si reca in città, ad attenderlo alla stazione c’è solo una ragazzina di undici anni, magra, pallida, con uno stretto vestito di flanella addosso, due lunghe trecce di capelli rossi e un mare di lentiggini sul viso.
Il buon uomo, timido per natura, non sapendo cosa fare, porta la piccola e loquace ragazzina con sé a Tetti Verdi, pensando che sarà Marilla a risolvere la faccenda. Quel viaggio di ritorno a casa è sufficiente per destare la curiosità e l’interesse di Matthew: Anne non è una ragazzina come tutte le altre e la sua parlantina svelta e inarrestabile lo stupisce oltremodo. Anne guarda il mondo intorno a sé con estrema meraviglia, utilizza paroloni romantici, assegna nomi poetici ai posti e sogna tanto a occhi aperti quanto ad alta voce. Un concentrato di vitalità e fantasia. Diversa è l’impressione della severa e austera Marilla quando, sgomenta, si ritrova davanti Anne che desidera disperatamente una casa e una famiglia. Marilla, donna pratica e decisa, vorrebbe rimandarla all’orfanotrofio perché una ragazza non le è di alcuna utilità. Anne, però, è destinata a conquistare i cuori dei Cuthbert e quando questi ultimi decidono di tenerla, la sua nuova vita ha finalmente inizio. Ad attenderla ci sono: un’amica del cuore, Diana Barry, la scuola e la comunità di Avonlea, dove farsi accettare e benvolere, un rivale, Gilbert Blythe, forse destinato a scatenare più profondi sentimenti e una serie di disavventure che faranno sorride e affezionare il lettore alla protagonista di queste pagine.

Anne, infatti, è un personaggio puro, sensibile, dalla fervida immaginazione nella quale trova rifugio ogni volta che è infelice, ferita o annoiata. Nonostante gli eventi tragici della sua vita passata, il suo spirito conserva la gioia e una luce che nessuno può spegnere finché ha con sé la sua fantasia. Vede il bello anche dove il bello non c’è. Scorge il romanticismo in ciò che è tragico. Sempre genuina, Anne ama e odia con la stessa intensità. È continuamente mossa da un desiderio di bellezza e detesta il colore dei suoi capelli. Ama le storie, ama inventarle, sentirsene parte e allo stesso modo ama la natura, ogni suo elemento, ogni suo battito vitale perché in essa c'è più spazio per l’immaginazione ed è grata di far parte della più grande bellezza del mondo.

"Sono così affezionata alle cose romantiche, e un cimitero pieno di speranze sepolte è quanto di più romantico si possa immaginare."

Lo stile narrativo di Montgomery è valido, ricco di dettagli ma mai pesante. Le descrizioni dei paesaggi naturali, che ho amato moltissimo, sono dipinte con tale forza e tali cangianti sfumature di colori, suoni e addirittura odori, che sembra di esserci, di vederli. 

"Avete mai notato che cose allegre sono i ruscelli? Ridono sempre. Anche in inverno li ho sentiti farlo sotto il ghiaccio. Sono così contenta che ci sia un ruscello vicino a Tetti Verdi."

Anne di Tetti Verdi è un romanzo di formazione, nel quale assistiamo alla crescita della protagonista dagli undici ai sedici anni e dopo il quale Montgomery sviluppò una saga di otto volumi che ne ripercorrono l’intera vita. Il secondo volume, Anne di Avonlea, uscirà a Gennaio 2019, per continuare a crescere, sognare e imparare insieme a questa ragazza dai capelli rossi la cui vicenda, e questa è stata la mia scoperta, fa bene al cuore anche, e forse soprattutto, quando si è adulti.

Io Anne l'ho portata con me
nel mio nuovo posto per leggere...





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