"Nonostante si tratti ovviamente di un romanzo contemporaneo, leggere Doppio Stradivari è stato, per me, un po’ come fare un graditissimo tuffo nel passato: non solo per l’ambientazione ottocentesca abilmente rievocata, e per la classicità della narrazione, ma soprattutto per via di quella curiosa familiarità che ho avvertito fin dalle prime pagine, quando, leggendo di castelli avvolti nell’oscurità, e di solitarie fanciulle prigioniere, mi è parso di immergermi nuovamente in alcuni degli scenari misteriosi e ammalianti che, per anni, hanno popolato le mie indimenticabili fantasticherie di bambina."
"Gli evidenti richiami ad archetipi classici, la naturale capacità di evocare scenari antichi, l’accuratezza e la sensibilità nel ritrarre atteggiamenti e stati d’animo dei personaggi, non solo denotano il profondo legame dell’autrice nei confronti della letteratura ottocentesca, ma rivelano anche fino a che punto la sua stessa scrittura ne sia stata influenzata."
"Sullo sfondo, accuratamente ricreato, di una favola d’altri tempi adatta a grandi e piccini, a dominare la scena è, sostanzialmente, l’eterna lotta tra il bene e il male."
Grazie, Alice.

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