domenica 30 settembre 2012

I miei romanzi


Charlotte 
La storia della piccola Brontё


“Charlotte voleva
 scrivere, scrivere, scrivere.”


Suffolk, 1950
In un lento pomeriggio di marzo, Charlotte Stevens si aggira irrequieta e annoiata nella penombra di una stanza. Urta accidentalmente contro un baule e qualcosa cade a terra con un tonfo. Un libro.
Lo raccoglie e i suoi occhi si soffermano sul titolo: Cime Tempestose di Emily Brontë. 
È un richiamo. Immediato. Inspiegabile.
È l’incontro che segna l’inizio di una svolta viscerale. La nascita di una passione tanto inattesa quanto indomabile, che la conduce a passi sempre più lesti nel salotto delle letture di casa Adams, dove, giorno dopo giorno, ad attenderla ci sono Charlotte Brontë, decine di romanzi e la signora Chloe, la sua maestra – amica, e dove l’amore per la lettura è destinato a mutare in amore per la scrittura. 
Una storia sulla vita che si fa letteratura, narrazione, inchiostro. 
Un romanzo che si pone come un delicato inno ai classici e alle sorelle Brontë.


Come petali sulla neve


“Come petali sulla neve
recisi dallo stesso fiore,
sospinti da un impetuoso vento
in remoti luoghi,
ad appassir lontani.”

Il giorno in cui Philip scrive questi versi è seduto dietro una finestra. Il suo cuore è affranto mentre lo sguardo langue sull’ultima neve di marzo. Sente di essere parte di un fiore travolto dalla tormenta, il cui ricordo sarà spazzato via.
Pochi mesi prima, a migliaia di chilometri di distanza, un altro vetro lo separava dalla vita fuori dall’Istituto per orfani S. Vincent, in Irlanda del Nord: il posto in cui è cresciuto e da cui è fuggito a causa di una fotografia. Un volto di bambino identico al suo. L’immagine nitida di un passato nebbioso.
Ora Philip è in Inghilterra e ha ritrovato il suo gemello, ma nulla è andato come sperava. Tra lui è Leonardo vi è un muro invisibile di menzogne e follia. Ha bisogno di molto coraggio per abbatterlo e ristabilire così quel legame di sangue che crudelmente gli è stato strappato dalla culla.


*
Ljubov'
La neve tra le betulle
(Cieli di Russia, vol.2)


“Domani da Fëdor Michajlovich. Alle 15:00. 
Ti aspetterò lì ogni sabato finché non verrai.”

È un luogo tristemente bello quello in cui il destino conduce Yurij Metjanov dalla ragazza che, inconsapevolmente, stava aspettando. Ha imparato dai suoi errori e quando per puro caso, ritrova una copia di Delitto e castigo, romanzo di Dostoevskij censurato dal regime, non immagina che proprio quelle pagine, lette in clandestinità, cambieranno la sua vita. In un freddo sabato pomeriggio, si reca nel Cimitero degli Artisti e lì, sulla tomba del grande scrittore russo, ad attenderlo ci sono due grandi occhi da cerbiatta. Lei è Nina Kameneva o almeno è così che si presenta quando, tra le isbe innevate di Vyrica e Mironov, la sorte li fa incontrare ancora. Nina è attratta da lui ma sfuggente. Indossa una corazza per proteggere se stessa e la dolce sorellina, Polina, chiusa nel suo mutismo, da un passato doloroso. La caparbietà di Yurij, attraverso la voce di chi è fuggito dai ponti di una Leningrado assediata, lo riporta in quel passato che in parte già conosce, perché non tutto è stato svelato e, a volte, anche se il fato riavvolge lunghe matasse, lascia dietro di sé fili spezzati.
Una storia venata di malinconia, travolgente e pura come la neve tra le betulle.

Ushanka
I ponti di Leningrado
(Cieli di Russia, vol.1)


“Pasha si era fermato sotto un’insegna. Aleksandra aveva alzato il capo e letto: “Ushanki i Shapki”: Colbacchi e Cappelli. Poi aveva guardato con più attenzione la vetrina del negozio che mostrava ai passanti ogni sorta di copricapo.”

Pavel Metjanov è incapace di dimenticare Aleksandra e i suoi bellissimi occhi verdi. L’immagine di lei, con l’Ushanka bianco sul capo, non lo abbandona mai. Le sue pene d’amore hanno un colpevole, suo fratello Yurij. Anche il loro rapporto, da sempre speciale, è andato in frantumi, ma Pasha ignora il sottilissimo filo che la vita ha ripreso a intrecciare a loro insaputa e per mano di un personaggio ambiguo, Ivan Orlev. Un filo che lega tutti loro a una storia d’amore sepolta sotto le bombe dell’assedio di Leningrado, vent’anni prima. Ed è solo seguendo a ritroso il filo, lungo i poetici ponti che solcano la Neva e i canali ghiacciati tra gli argini di granito rosso e le superbe cattedrali con le guglie rigonfie, che i nodi iniziano a sciogliersi.
Un romanzo che aspira a essere corale, in cui la forza avvolgente dei rapporti umani si contrappone al freddo dell’inverno russo. Una storia nella Storia che profuma di neve, di cioccolata calda alla cannella, ma anche di guerra e fango.

*

Doppio Stradivari


«Trova il violino nero e portamelo. 
Lascia che lo veda un’ultima volta.»

Il doppio Stradivari suona e le sue note conducono le fila di una storia lontana, di una melodia prigioniera del silenzio. Quando, però, il vento si leva dal bosco e sferza le fredde pietre della torre dov’è rinchiusa, a Larissa sembra ancora di udire l’eco del suo violino nero. Lena Reiter è cresciuta nel villaggio ai piedi del castello, alle porte di Vienna, e da bambina ha trascorso infinite ore con il naso rivolto al maniero fantasticando di principi e principesse. Quando viene assunta come domestica dalla temuta contessa Zsofia Von Grath, riceve un compito inatteso: recarsi ogni notte in cima alla torre, lasciare qualche vivanda e uscire in fretta senza rivolgere parola ad alcuno, pena la propria vita. Grande è il suo stupore quando nella tetra torre, rannicchiata in un angolo, scorge una ragazza della sua età, dai capelli corvini e dagli occhi neri, con un lungo e lacero abito da lutto addosso. Da quanto tempo è lì? E perché? Notte dopo notte, Lena si attarda rapita dal suono dei ricordi di Larissa. Scopre che il passato e il presente si fondono nella storia di due strumenti unici e preziosi, due Stradivari provenienti dall’Italia, da Cremona: un violino nero e un violoncello bianco. Lena deve ritrovarli a ogni costo perché soltanto la loro musica potrà salvare Larissa dal suo terribile destino.


Antonella Iuliano

Questo è il blog di Antonella Iuliano, autrice dei romanzi "Come petali sulla neve" e "Charlotte".

Antonella Iuliano
nasce ad Atripalda nel 1983 e cresce a Bagnoli Irpino, in provincia di Avellino, dove vive attualmente. 
Sin dall’adolescenza evidenzia una predisposizione per le materie umanistiche e letterarie. Nutre una profonda passione per la letteratura classica dell’800, tra cui predilige i romanzi inglesi e russi. 
"Come petali sulla neve" (2012) è la sua prima prova da scrittrice, a cui segue "Charlotte" (2013).